L’esecuzione stamane, dello sfratto della signora Laterza (vedova di Pietro Gatti il 73enne morto il 15 marzo 2019 durante un primo tentativo di espropriazione immobiliare) e della figlia dalla loro casa di Palagianello (TA): le fasi sono state documentate dall’avvocato Anna Maria Caramia. Quella mattina Gatti, avrebbe dovuto sgomberare la sua abitazione ma morì.
Gatti, si era sempre opposto a quella che riteneva un’ingiustizia. Ci aveva provato. La sua residenza espropriata comprende una particella non colpita da pignoramento e sembrerebbe che il giudice delle esecuzioni abbia violato, a detta del legale Caramia, le norme che vietano le vendite a prezzo vile ed ingiusto. L’intero immobile trasferito, infatti, era stato stimato nel 2007 in 335mila euro, ma sembra che il valore fosse più alto. L’aggiudicazione all’asta è stata di 106mila euro.
Il legale Caramia, ha sempre messo in risalto “la dubbia gestione” delle aste fallimentari nel Tribunale di Taranto… infatti, il magistrato competente della procedura esecutiva è stato anche denunciato e risulta essere con indagini a suo carico e l’iscrizione nel Registro degli indagati a modello 21, presso la competente Autorità Giudiziaria di Potenza.
Stamattina, la vicenda ha fatto registrare l’evolversi dell’attività giudiziaria con l’attuazione della liberazione degli edifici e dei terreni ed i congiunti del defunto che hanno dovuto abbandonare quanto una volta era di loro proprietà.



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