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#DonnexDiritti: “#femminicidio uccise in Italia 7 donne in 7 giorni per motivi di genere” [Video]

"SONO STATE AMMAZZATE IN QUANTO DONNE, COMPAGNE CHE CERCAVANO DI SOTTRARSI ALLA VIOLENZA, MOGLI RIMASTE IN UN RAPPORTO DI SOPRAFFAZIONE"

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Lo ha scritto ieri su Facebook, Luisa Betti Dakli di #DonnexDiritti, una Associaziine di Roma: “#femminicidio uccise in Italia 7 donne in 7 giorni per motivi di genere, cioè in quanto donne… compagne che cercavano di sottrarsi alla violenza, mogli rimaste impigliate in un rapporto di sopraffazione che nessuno ha aiutato. Perché il contrasto alla violenza maschile non si riduce al potenziamento del #codicerosso come dichiarato dal presidente #Conte, né soltanto lavorando nelle scuole, perché sono uomini adulti quelli che oggi uccidono le compagne che non sottostanno al loro controllo”.

“L’unica vera forma di contrasto e di prevenzione a questa carneficina causata da una cultura #machista che permea la nostra mentalità, la quotidianità, e presente in ogni atto di discriminazione nei confronti di una donna, è una seria e capillare implementazione della CONVENZIONE DI ISTANBUL rimasta fino a oggi lettera morta in Italia malgrado sia stata ratificata quasi 7 anni fa. Cosa aspettiamo, presidente Conte, che le donne muoiano ancora nel posto che dovrebbe essere il più sicuro? Cioè la loro casa?”.

In #Italia alle madri che denunciano violenza domestica viene sottratto il figlio perché accusate di #alienazioneparentale e quindi punite invece che protette, mentre delle donne uccise il 75% aveva denunciato: “c’è qualcosa che non funziona nelle istituzioni, presidente e noi ci siamo un po’ stufate delle solite indicazioni di intenti perché ci vogliono i fatti”.

Basta dire che è un’emergenza, basta promesse e prese in giro, le #donne si uniscano con la richiesta chiara e decisa di una completa implementazione e applicazione della Convenzione di Istanbul: “lo strumento giusto c’è, se non viene applicato, allora la responsabilità di queste uccisioni è anche vostra, cioè di quelle istituzioni che dovrebbero proteggere invece di esporre le donne”.

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