Coronavirus, a Messina: “Mentre regna sovrana l’omerta’, si registrano nuovi casi e crescono le quarantene volontarie in Provincia”. Ha scritto in tal modo ieri, il giudice Angelo Giorgianni, attenzionando un importante tema.
Ha continuato Giorgianni: “come diceva Oriana Fallaci, -Ci sono momenti, nella Vita, in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo. Un dovere civile, una sfida morale, un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre-. E questo è uno di quelli”.
“Le notizie sulla comitiva messinese in settimana bianca corrono sul filo del telefono, si fanno nomi di contagiati, si manifestano legittime preoccupazioni, si censurano comportamenti, ci si indigna… tante persone sanno, ma tacciono per variegate considerazioni utilitaristiche. Si rincorrono i nomi di stimate persone (medici, avvocati, professori…) della -Messina che conta-“.
“Ognuno si confessa e spera che sia il suo interlocutore a denunziare quanti hanno violato norme giuridiche e doveri civici e morali. Ma nessuno -osa-… gli interessi personali prevalgono su quelli della nostra Comunità. E queste assenza di denunzie, assume connotati di gravità dato che da un live del Sindaco ho appreso che, nonostante i giorni trascorsi, proseguono frenetiche indagini per identificare tutti i partecipanti a questa gita, perchè alcuni non hanno assolto al loro obbligo giuridico e morale di denunziarsi, consentendo l’adozione delle misure necessarie ad evitare il rischio di ulteriori contagi. In questo contesto anche l’informazione sembra essere diventata iperprudente ed ipergarantista, le scarne notizie sono centellinate, e nessuno si lamenta di indiscrezioni pubblicate da altri…”!
“A questo punto mi chiedo se tanta encomiabile -riservatezza-, -sarebbe- stata riservata anche ad una comitiva di gente comune”!



