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“La scarcerazione di #AngeloPorcino – elemento di spicco del clan di Barcellona Pozzo di Gotto, fedele di #RosarioCattafi, il #mafioso emblema della criminalità organizzata della città in provincia di #Messina, attorno cui gravita anche #GiuseppeGullotti condannato con sentenza definitiva per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano – è l’ennesima dimostrazione del caos che regna sovrano presso il Ministero della #Giustizia e le sue articolazioni periferiche”

A SCRIVERE QUESTO OGGI SU FACEBOOK, È STATA LA DEPUTATA GIUSI BARTOLOZZI COMPONENTE DEL GRUPPO DI FORZA ITALIA E DELLA COMMISSIONE PARLAMENTARE NAZIONALE ANTIMAFIA

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“La scarcerazione di #AngeloPorcino – elemento di spicco del clan di Barcellona Pozzo di Gotto, fedele di #RosarioCattafi, il #mafioso emblema della criminalità organizzata della città in provincia di #Messina, attorno cui gravita anche #GiuseppeGullotti condannato con sentenza definitiva per l’omicidio del giornalista Beppe Alfano – è l’ennesima dimostrazione del caos che regna sovrano presso il Ministero della #Giustizia e le sue articolazioni periferiche”. Lo ha scritto oggi su Facebook la deputata Giusi Bartolozzi componente del Gruppo di Forza Italia e della Commissione Parlamentare Nazionale Antimafia.

La Bartolozzi, ha continuato: “aspettando di leggere l’annunciato decreto del Ministro #Bonafede assistiamo, sgomenti, al rientro nella sua casa del capomafia siciliano. Domani parteciperò alla Plenaria della #commissionenazionaleantimafia, convocata su nostra sollecitazione, anche per verificare l’effettivo numero delle scarcerazioni di detenuti al #41bis o in alta protezione e monitorare le domande ancora pendenti”.

Il grido di dolore lanciato dai familiari del giornalista #BeppeAlfano, così come quello di tutte le altre vittime di mano mafiosa, non resti muto. Al loro fianco, in questa battaglia di civiltà giuridica, perchè nel perseguimento delle finalita’ rieducative del condannato e nella tutela della loro salute fisica non siano trascurate le esigenze di sicurezza della collettivita’, come stigmatizzato anche dalla presidente #MartaCartabia”.