A Montoro (AV), è inesistente il Comitato d’Affari composto da magistrati (i quali non hanno cointeressenze con esponenti della malavita locale) ed in particolare del dottor Francesco Mario Fiore e di suoi congiunti, i quali sono stati citati in un filmato diffuso in rete lo scorso 5 aprile 2021 dall’avvocato Tiziana Teodosio.
Ecco…, la nota del dottor Fiore:
- l’istante è venuto a conoscenza della pubblicazione in data 5 aprile u.s. sul sito del Vostro quotidiano “Messina Magazine.it” di un articolo dal Titolo scritto a caratteri cubitali “IL Sistema esistente a Montoro (AV) .. dove esiste un Comitato d’Affari che siede al fianco dei burocrati… descritto dall’avvocato Tiziana Teodosio”… “.a cui segue un video contenente un lunghissimo monologo di detto legale, tuttora visibile a qualsiasi utente di internet (Cfr https://www.messinamagazine.it/primo-piano/il-sistema-esistente-a-montoro-av-dove-esiste-un-comitato-daffari-che-siede-al-fianco-dei-burocrati-descritto-dallavvocato-tiziana-teodosio video) e presente altresì sulla piattaforma YouTube.com;
- il contenuto è altamente diffamatorio nei confronti dello scrivente, del fratello Fiore Giovan Francesco anch’egli magistrato, e della propria famiglia oltre ad essere oggettivamente falso e destituito di ogni fondamento;
- in particolare, tale monologo registrato della durata di h.1.51.29 recante il sottotitolo “Il sistema Montoro un comitato d’affari che siede al fianco dei burocrati” è segnato da un lungo filo conduttore secondo cui i magistrati Fiore (in particolare Fiore Giovan Francesco) sarebbero a capo di un’organizzazione criminale finalizzata al compimento di turbative d’asta, mediante intimidazioni ed estorsioni perpetrate ai danni di partecipanti alle aste giudiziarie, in sodalizio con pregiudicati locali ed esercitando altresì un potere di condizionamento delle forze di polizia locali, per il conseguimento di finalità di copertura di tali gravissime condotte;
- viene denigrata la memoria del defunto genitore dell’esponente, Fiore Raffaele, magistrato, sostenendo che lo stesso sarebbe stato collocato a riposo per aver ricevuto somme di denaro da tali fratelli Nasti titolari di una Pasticceria in Nocera Inferiore. L’episodio è totalmente falso giacchè mai storicamente verificatosi: giammai vi fu un arresto del titolare della pasticceria Nasti di Nocera Inferiore di cui il dott. Raffaele Fiore si sia occupato durante il suo incarico di Pretore di Nocera Inferiore dall’anno 1978 al 1988 e quest’ultimo fu collocato a riposo a sua domanda per motivi di salute nel 1997 Cfr Minuto 50.10 (avvocato amico di Fiore che io ho incontrato al funerale del padre Raffaele Fiore perché andavano tutti quanti a salutare e anch’io ero lì ed è stato un grande errore, non si va ai funerali di queste persone, collocato a riposo Raffaele Fiore perché con due signori di Nocera che avevano una pasticceria, tratti in arresto, lui avrebbe ricevuto delle dazioni di denaro e sarebbe stato poi scoperto, certi Nasti e sarebbe stato collocato a riposo per questa dazione in denaro ricevuta, la sorella di questi pasticceri Nasti è la moglie del salumiere in centro che poi viene a partecipare alle aste nostre”);
- il nucleo familiare dei Fiore viene altresì accomunato a tale Gisolfi Mario, già indagato per reati di turbativa d’asta e sottoposto a misure cautelari personali, affermando che quest’ultimo appassionato di corse ciclistiche, era solito andare in bici con l’ing. Teodosio e – non si esclude secondo la dichiarante- accompagnarsi anche ai fratelli Fiore, ad uno o a tutti e tre loro… (Cfr minuto 1.02.21 Mario Gisolfi si occupava anche di corse di biciclette, di cui si occupava anche Giuseppe Teodosio ingegnere del 1964 che andava in giro con le sue tutine da bicicletta da Mario Gisotti, ma questo mio cugino ingegnere Teodosio che era amico intimo che divideva le parcelle, le fatture e le parcelle delle CTU non è detto poi che anche i Fiore, oppure uno di loro, o anche tutti e tre avessero pure familiarità con questa associazione di biciclette di cui si occupava questo Mario Gisolfi, non è detto ma non è nemmeno detto di no);
- il Gisolfi è persona del tutto sconosciuta alla famiglia Fiore (se non al dott. Giovan Francesco Fiore per ragioni d’ufficio, per aver emesso nei sui confronti una misura cautelare) è del tutto inventata la circostanza che se ne andava in bici con i fratelli Fiore, considerato anche, a conferma della totale implausibilità del fatto, che il dott. Francesco Mario è affetto da una patologia dalla nascita che gli impedisce altresì di andare in bicicletta;
- né lo scrivente né i suoi fratelli poi hanno mai diviso le parcelle con nessuno né giammai con l’ing. Giuseppe Teodosio che è persona rispettabilissima sotto il profilo umano e professionale;
- la famiglia Fiore viene descritta con espressioni assolutamente sconvenienti nell’intento di avere mire di conquista del patrimonio dell’avv. Teodosio e già dei defunti genitori;
- né lo scrivente né i propri familiari, hanno mai avuto alcun rapporto, con la famiglia Teodosio, non ne conoscono i componenti, le consistenza immobiliari né sono stati mai oggetto di considerazione alcuna;
- per colorire il proprio assunto la Teodosio sostiene che i tre fratelli Fiore si recavano nell’abitazione frontistante dello zio Teodosio Domenico per osservare comportamenti e la proprietà della famiglia dell’arch Teodosio provando invidia verso il figlio Teodosio Giuseppe, nei confronti del quale il dott. Giovan Francesco avrebbe per questi motivi emesso misura restrittiva in qualità di GIP presso il Tribunale di Avellino. (cfr dichiarazione dal minuto 44.58 in poi);
- la circostanza del tutto destituita di fondamento, in quanto giammai i germani Fiore si sono affacciati alla finestra o al terrazzo di altra abitazione, per osservare la proprietà dell’arch. Teodosio;
- al Minuto 1.20.10 e segg. prosegue il racconto ”abbiamo avuto un rinvio lungo ma noi volevamo aggredire il processo e spiegare bene il ruolo della famiglia Fiore in tutto questo tutto nasce intorno al fatto che fa gola questo patrimonio immobiliare e mobiliare, sul quale mia madre ed io avevamo concordato una linea attendista”;
- la mia famiglia non ha mai avuto alcun rapporto con quella dell’avvocato Teodosio, non ha mai avuto la minima idea di avvicinarsi alla stessa o di avere notizie circa la consistenza del patrimonio o dei beni della stessa né ha mai partecipato ad alcun processo che vedesse come parte l’avv. Tiziana Teodosio;
- l’unica realtà incontrovertibile è che il fratello dell’istante nelle sue funzioni di Gip presso il Tribunale di Avellino ha emesso ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Teodosio Giuseppe fratello della Teodosio per gravi reati di attentati commessi in relazione ad aste immobiliari;
- addirittura la famiglia dell’istante viene collegata evidentemente per l’odio che sprizza da tutti i pori della narratrice ad una fantomatica responsabilità collegata a rischi per l’incolumità fisica della dichiarante (sono in pericolo di vita per il fatto di non poter chiedere aiuto alle forze dell’ordine che sono totalmente prone alla famiglia Fiore);
- priva di alcun fondamento è altresì la vicenda narrata nel passaggio dal minuto 1.09.17 in cui si racconta una lunga storia- totalmente inventata- secondo cui l’esponente non si sarebbe astenuto in un giudizio civile, per farlo solo successivamente, in cui la controparte dell’avv. Teodosio era la madre della fidanzata del sottoscritto, perché all’epoca dei fatti l’esponente non aveva alcuna fidanzata (conobbe solo successivamente) la ragazza a cui implicitamente si fa riferimento, e le ragioni dell’astensione erano invece determinate al fatto che già all’epoce il sottoscritto era stato costretto a querelare per diffamazione l’avv. Tiziana Teodosio;
- la totale falsità della vicenda narrata lungo tutta la narrazione, le gravissime e false allusioni sempre poste sottoforma di verosimiglianza per la quantità e la selezione delle informazioni in funzione del tipo di un presunto resoconto e di una macroscopica invenzione dell’utilità o bisogno sociale di esso, le modalità espressive di grido di dolore e di disperazione esistenziale, trasmodanti nella gratuita e immotivata aggressione dell’altrui reputazione, l’uso di espressioni intrinsecamente ingiuriose, valutate in relazione al contesto spazio – temporale e dialettico nel quale sono state proferite, esternate in maniera forte, sferzante, e gratuita, non pertinente ai temi in discussione, sproporzionati ai fatti narrati, connotati da assoluta falsità degli stessi, culminanti in invettive personali, fortemente umilianti al fine di corroborare di una parvenza di verosimiglianza i fatti esposti rendono del tutto illegittima la pubblicazione del video in oggetto.



