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Scalea (CS)…, le indagini sulla scomparsa di Denise Pipitone: si aspetta il responso del test sul Dna per verificare se la ragazza attenzionata possa essere la minore scomparsa da Mazara del Vallo (TP) l’1 settembre del 2004

LA DONNA CHE IERI SI E' IMBATTUTA NELLA GIOVANE E L'HA TRATTENUTA IN ATTESA DELL'ARRIVO DEI CARABINIERI, RIFERISCE CHE: «HA LA MEDESIMA CICATRICE DELLA BAMBINA SCOMPARSA»

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Articolo…, tratto da… www.ilreggino.it.

Si sposta a Scalea la pista della ricerca di Denise Pipitone. Nella cittadina tirrenica ieri una residente ha incontrato una ragazza dai lineamenti somiglianti a quelli della figlia di Piera Maggio e ha immediatamente avvertito i carabinieri. Secondo il racconto della donna sarebbero numerose le coincidenze che l’hanno indotta a pensare di essere alla presenza di Denise Pipitone, ma gli inquirenti invitano alla calma.

Tanto fa in queste circostanze la suggestione e spesso la voglia di ritrovare le persone scomparse amplifica emozioni e sensazioni. Soltanto un mese fa, l’Italia era certa di aver ritrovato la giovane Denise, ormai residente in Russia e ribattezzata Olesya Rostova. Anche lei era molto somigliante a Denise, almeno così sembrava fino al momento in cui è stato rivelato che i loro gruppi sanguigni non combaciavano.

La giovane è italiana e vive a Scalea da quattro mesi

Nelle prime ore si era diffusa la voce che la giovane rintracciata a Scalea fosse di origini rom. Invece è italiana e vive con una famiglia di nomadi residenti nella cittadina. Lei li avrebbe raggiunti soltanto qualche mese fa, dopo aver vissuto a Cosenza e poi a Firenze.

A riferire questi dettagli è Roberta (nome di fantasia), la donna che ieri si è imbattuta nella ragazza e l’ha trattenuta in attesa dell’arrivo dei carabinieri. Secondo il suo racconto, la giovane, che avrebbe circa 20 anni, avrebbe una cicatrice sul volto, come Denise Pipitone, e con lei dividerebbe anche il nome. «Quando ho sentito che si chiamava come lei – ha detto Roberta – sono rimasta di stucco».

Proseguono le indagini

La ragazza attualmente è nella caserma di Scalea, a disposizione delle autorità giudiziarie che devono decidere se ci siano elementi a sufficienza per sottoporla al test del dna. A dare il via dovrebbe essere la procura di Marsala, titolare dell’inchiesta che punta a fare luce sulla vicenda che dopo 17 anni non è ancora giunta a conclusione. Nel frattempo che si registrino sviluppi, vi lasciamo all’intervista della donna che ha informato i carabinieri della presenza della giovane somigliante a Denise.