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Ormai il gioco è chiaro: “Achille Lauro provoca in maniera oscena i cattolici (stavolta addirittura mettendo alla berlina il sacramento del battesimo e la domenica), noi fedeli ingenui reagiamo e lui lucra”

A SCRIVERLO STAMANE SU FACEBOOK, IN MERITO ALLA ESIBIZIONE DEL CITATO CANTANTE SVOLTASI IERI SERA AL 72° FESTIVAL DI SANREMO IN DIRETTA SU RAI1, E' STATO IL GIORNALISTA ROMANO E FONDATORE DE 'IL POPOLO DELLA FAMIGLIA', MARIO ADINOLFI

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Ormai il gioco è chiaro: “Achille Lauro provoca in maniera oscena i cattolici (stavolta addirittura mettendo alla berlina il sacramento del battesimo e la domenica), noi fedeli ingenui reagiamo e lui lucra”. Lo ha scritto oggi su Facebook il giornalista romano e fondatore de ‘Il Popolo della Famiglia’, Mario Adinolfi, in merito alla esibizione svoltasi ieri sera al 72° Festival di Sanremo in diretta su Ra11 da parte del citato cantante.

Ha proseguito e concluso Adinolfi: “se lo avesse fatto con musulmani o ebrei? Non gli sarebbe stato permesso irridere un rito da moschea o sinagoga. Ma contro i cattolici la Rai e Rai1 consentono tutto. Anche perché la Chiesa gerarchica se ne sta muta e lascia fare ogni cosa contro la sensibilità dei credenti, senza capire che questo silenzio non è vero che garantisce l’otto per mille e la -roba- (su cui invece appena ci sono accenni di discussione, ad Avvenire e alla Cei subito scattano impettiti). Quando poi ci chiederanno di protestare perché andranno a prendersela quella roba, troveranno pochi cattolici che non ricorderanno il silenzio umiliante che consentì serate di esplicita propaganda anticristiana nel mutismo dei vertici ecclesiastici”.