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Minorenni allontanati (illegalmente dalle loro famiglie) dai magistrati e dalle assistenti sociali… in tutto il Paese, Veronica Giannone (FI – Camera dei deputati): “Ecco i primi dati che emergono da conferenze stampa e Commissione d’inchiesta” [Video]

LO HA DICHIARATO LA PARLAMENTARE LECCESE, A MARGINE DELL’INCONTRO ORGANIZZATO DALLA COLLEGA MODENESE STEFANIA ASCARI... (DEL GRUPPO DEL M5S DI MONTECITORIO) DAL TITOLO... “TUTELA DEI MINORI: LE FALLE DEL SISTEMA” SVOLTOSI IL 24 FEBBRAIO 2022 A ROMA

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Articolo…, tratto da… www.paeseroma.it!

In ambito penale per subire una condanna bisogna che vengano espletati i tre gradi di giudizio, diversamente in ambito civile minorile, per arrivare ad una condanna basta una semplice ipotesi di come sei, come potrai essere, quello che potrebbe succedere, sulla base di un rischio, sulla base di una ipotetico comportamento, sulla base di costrutti ascientifici, opinioni personali, sulla base di troppi baci ed abbracci, e così via, perché i figli hanno terrore delle violenze a cui hanno assistito. Per la condanna definita in Cassazione, per accertare eventuali reati passano circa 10 anni, diversamente per allontanare un figlio da un genitore passa “un giorno”, basta una relazione e l’inferno è sulla terra.

Mi sono arrivati racconti di mamme che sono state costrette a chiedere scusa, per cosa? Per aver subito maltrattamenti dai propri partner, perché hanno o non hanno un compagno, perché vanno in vacanza al mare o in montagna, per aver l’appartamento troppo in ordine e pulito, oppure con una pila di panno da lavare. Dalle dichiarazioni di genitori, specialmente donne, ed avvocati arrivano numerose segnalazioni da parte delle c.d. figure istituzionali di ritirare le denunce sporte o non depositare opposizione ad una richiesta di archiviazione dopo aver subito maltrattamenti, aggressioni e quant’altro. Tutto perchè sotto minaccia essere allontanati dai propri figli per cui, secondo alcune consulenti, meglio inginocchiarsi e subire ulteriori maltrattamenti, che essere allontanati dai propri figli. Ma neppure questo è sufficiente, perché è già tutto deciso, indipendentemente dai tuoi comportamenti e nonostante tu abbia seguito le prescrizioni di taluni tribunali.

Il 24 febbraio presso la Camera dei Deputati si è svolta la conferenza stampa “Tutela dei minori: le falle del sistema”, organizzata dalla deputata Stefania Ascari (M5S), Commissione Giustizia e Antimafia e membro della “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori”.

Ha partecipato alla iniziativa anche l’onorevole Veronica Giannone (FI), segretario della Commissione Infanzia e Adolescenza e componente della Commissione Giustizia.

Sono intervenuti alla conferenza l’Avv. Donatella Bussolati, esperta di diritto minorile e di famiglia, Avv. Sara Fiorino, esperta di diritto di famiglia e tutela delle fasce deboli, una donna vittima di violenza che ha avuto il coraggio di denunciare il proprio ex partner, ma non solo non ha trovato quella necessaria tutela per impedire ulteriori violenze già vissute, come pure la violenza assistita, ma addirittura il tribunale ha deciso di allontanare mamma e figlio. Pende una decisione di allontanamento del suo secondo figlio di 9 anni dalla propria mamma.

Dalle varie dichiarazioni e dai dati che stanno arrivando anche in “Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori” emergono dei dati oggettivi, ossia che il sistema della tutela dei minori presenta delle evidenti falle, e quindi, non rispetta ciò che viene definito il supremo interesse dei minori. Un dato che emerge rappresenta il fatto che la maggior parte dei figli allontanati dai propri genitori, in particolare dalle madri accade proprio a quelle donne che hanno avuto il coraggio di denunciare le violenze subite dagli ex mariti, compagni. Non solo non sono state protette da coloro che hanno l’obbligo di tutelarle, ma sono precipitate in quell’inferno della violenza istituzionale dalla quale è molto difficile uscirne. Soprattutto crea danni irreversibili ai poveri bambini, durante tutta la loro infanzia, a volte fino al 18esimo anno di età, bambini che vengono prelevati con metodi violenti da 10, 20, 30 persone nelle proprie case, sradicando porte, alzandoli di peso, trascinati via dalle braccia delle proprie mamme, tra le urla disperate, mentre supplicano di restare con la propria madre. Accade alla maggior parte ai bambini che hanno terrore dei propri padri perché violenti o perché li percepiscono come violenti (si parla ovviamente solo di alcuni casi), di ragazzi che hanno avuto il coraggio di denunciare la pedofilia e quant’altro. Ciò che doveva essere la loro protezione, diventa la loro condanna, come pure le donne vittime di violenza, vengono ritenute e trattate da carnefici. Le violazioni delle normative è un altro dato che emerge, come la mancanza dell’ascolto del minore, altro dato ben argomentato dalla deputata Giannone nell’intervista. Infatti, il mancato ascolto del minore, anche secondo la Suprema Corte di Cassazione, rende le decisioni affetta da nullità. La Giannone ci segnala anche che spesso le consulenti scelte sono sempre una ristretta cerchia, a dispetto dalle totalità di disponibilità negli elenchi a disposizione.

Nella convinzione comune si è più propensi a pensare che se un figlio viene allontanato dalla propria famiglia un motivo estremamente grave ci debba per forza essere, per cui i genitori vengono additati come fossero dei perfetti criminali. Amici e parenti che si allontanano, violenze su violenze, dolori ed altre sofferenze ancora.

Proprio su quei genitori accudenti, che amano e proteggono i propri figli si abbattono le improprie penalizzanti nomine delle CTU (consulenti tecniche d’ufficio), rigorosamente sempre gli stessi, ed ancora le nomine di tutta quella pletora di consulenti nominati da alcuni magistrati che sfociano in sentenze di allontanamento sulla base di sindromi inesistenti come l’alienazione parentale (PAS e costrutti ascientifici), “ipotetici disturbi, probabili rischi, madri simbiotiche, rapporto fusionale, conflitto di lealtà”, decisioni emesse per ciò che ipoteticamente potrebbero essere le mamme (e non eventuali reati). Stesso comune denominatore, stesso dato emerso è che accade in tutta Italia, in ogni estrazione sociale, qualsiasi ambiente, stesso modus operandi, stessi prelievi coatti, stesse relazioni che non hanno nulla che corrisponda alla realtà, dove il violento non viene fermato, ma gli si da quella “forza” che gli fa commettere più violenze, atteso che si sente “protetto” dalle figure istituzionali. Insomma vige la regola del vago, del probabile, del potrebbe, dell’opinione personale del consulente di turno.

Dove sta il supremo interesse del minore? La risposta è scontata!

In sostanza con i possibili “rischi o rischi psicopatologi” che si leggono nei copia incolla delle relazioni delle c.d. consulenti, si devastano vite di bambini e delle loro famiglie, e soprattutto si crea un reale danno, una inaccettabile mutilazione del corpo e nell’anima e danni irreversibili, irrisarcibili che resteranno scolpite nella memoria di piccole creature.

Anche in occasione della conferenza stampa promossa dell’onorevole Stefania Ascari e Veronica Giannone è emerso un altro dato impressionante, ossia che sono soprattutto le donne vittime di violenza ad essere allontanate dai propri figli.