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Delitto Rescaldina, ecco le testimonianze delle colleghe di Carol Maltesi: “Lui diceva di essere il suo fotografo”

CHI CONOSCEVA LA 26ENNE BARBARAMENTE UCCISA DICE A... WWW.ILGIORNO.IT: "DAVIDE FONTANA ERA SEMPRE CON LEI, ANCHE SUL SET DEI FILM"

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Articolo…, tratto da… www.ilgiorno.it!

Nel mondo dell’hard quello di Charlotte Angie, nome d’arte di Carol Maltesi – la donna uccisa dal vicino di casa Davide Fontana -, era un nome conosciuto anche per via di una sua telefonata alla trasmissione “La Zanzara” di Radio 24, lo scorso 6 dicembre, quando con il conduttore Cruciani si lasciò andare a piccanti confessioni, suscitando la curiosità di migliaia di persone. “Non ho limiti e non ne vedo” aveva detto Carol ai microfoni de “La Zanzara”. Ma quello che emerge dai racconti di chi la conosceva bene era soprattutto la figura del suo accompagnatore.

Le colleghe di Carol Maltesi ricordano molto bene Davide Fontana, perché lui era quasi sempre presente sui set dei film: “lei non era innamorata, ma avevano comunque una relazione. Sappiamo che lui l’aveva conosciuta nel 2020, ad ottobre in un albergo di Milano. Avendo la passione per la fotografia si era messa a fotografarla in intimo, poi da lì era successo qualcosa perché lui aveva lasciato la moglie raggiungendo lei a Rescaldina, nello stesso caseggiato dove era in affitto”.

Un’altra attrice, Yasmine Carrera, spiega: “lui sembrava una persona per bene e si spacciava sempre per il suo fotografo di fiducia che ne seguiva la parte social. Lei era una brava madre e coi soldi che aveva guadagnato aveva portato suo figlio a Parigi a Disneyland. Io sono ancora dell’avviso che lui stia coprendo qualcuno perché mi sembra assurdo, non lo so. L’ultima volta che l’ho vista era ad una convention aziendale. Poi ci siamo un po’ perse di vista. Nei giorni scorsi avevo scritto a lui su Instagram quando hanno scoperto che fosse lei la vittima”.

Anche l’art director Antonio Di Lallo conosceva Carol Maltesi: “bellissima ragazza, solare. Quando siamo andati a girare un film in Abruzzo è venuta con lui. Pensavo fosse il suo autista perché l’aveva accompagnata e poi se n’era andato. Sono sconvolto, tutto questo mi ha fatto veramente male. Lei era sempre sorridente. Era entrata nel mondo dell’hard perché voleva dare un futuro a suo figlio. Voleva avere più soldi”.

Il rapporto morboso fra i due è quello che esce dai racconti anche dei vicini di casa, come quello di Sara M. che abita di fianco all’assassino, in una casa a corte ristrutturata di via Barbara Melzi a Rescaldina: “li si vedeva uscire anche in intimo, al mattino presto. Passavano la notte spesso insieme, specie nell’appartamento di lei. Lui era quasi sempre a casa. Lavorava al pc, penso fosse in smart working. Sembravano una coppia perché Davide usava sempre l’auto di lei. La sua l’ha lasciata parcheggiata qua in cortile ormai da diversi mesi. Non l’ha più toccata”.