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Si sarebbe trattato di una vendetta nei confronti dell’azienda ospedaliera in cui aveva preso servizio, ma perpetrata ai danni di due donne (una di 65… l’altra di 80 anni) ricoverate all’ospedale Cannizzaro di Catania

POTREBBE ESSERE QUESTO IL MOVENTE RICOSTRUITO DAGLI INQUIRENTI CHE AVREBBE PORTATO L'INFERMIERE VINCENZO VILLANI CONTI A SOMMINISTRARE UN MIX DI DOSI DI DIAZEPAM E MIDAZOLAM NON PRESCRITTI, UCCIDENDO COSI' DUE PAZIENTI E PER IL QUALE I MAGISTRATI DELLA LOCALE PROCURA DELLA REPUBBLICA NE HANNO DISPOSTO L'ARRESTO EFFETTUATO IL 12 LUGLIO 2022

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Articolo…, tratto da… www.cataniatoday.it!

Si sarebbe trattato di una vendetta nei confronti dell’azienda ospedaliera in cui aveva preso servizio, ma perpetrata ai danni di due donne (una di 65… l’altra di 80 anni) ricoverate all’ospedale Cannizzaro di Catania. Sarebbe questo il movente ricostruito dagli inquirenti che avrebbe portato l’infermiere Vincenzo Villani Conti a somministrare un mix di dosi di Diazepam e Midazolam non prescritti e uccidere due pazienti. L’uomo, che fino a ieri prestava servizio al reparto di Medicina e Chirurgia d’Accettazione e urgenza del presidio ospedaliero, è stato arrestato il 12 luglio 2022 con l’accusa di duplice omicidio. Mentre il dibattito su cosa abbia potuto condurre un infermiere a un atto così riprovevole non si placa, secondo le carte dell’inchiesta l’infermiere avrebbe ucciso per vendicarsi nei confronti dell’ospedale Cannizzaro per un trasferimento non gradito che lo avrebbe portato a scegliere una donna poco più che 60enne e un’altra 80enne.

Nel frattempo l’azienda ospedaliera, non appena acquisita la notizia della misura cautelare, ha sospeso il dipendente dal servizio ed è stato avviato il procedimento disciplinare previsto dalla normativa e l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza ha disposto un’ispezione e fatto intendere che la Regione si costituirà parte civile nel processo a venire.

“Restiamo a disposizione dell’autorità giudiziaria per ogni altra informazione utile all’accertamento dei fatti – si legge in una nota del Cannizzaro -, l’azienda ha fattivamente collaborato sin dall’inizio con l’autorità giudiziaria, trasmettendo tempestivamente la documentazione sanitaria e ogni altro elemento richiesto dagli organi inquirenti”.

A manifestare più di qualche perplessità sulla vicenda è Razza: “ho chiesto al direttore generale una relazione, con l’ispezione che ho disposto voglio comprendere il motivo per cui questo infermiere era stato trasferito da due reparti. La magistratura farà il suo corso, ma noi dobbiamo capire se questi trasferimenti dovevano fare scattare un alert e se a seguito di quell’alert dovevano essere assunti provvedimenti”.

E aggiunge Razza: “se la Regione si è costituita parte civile contro di me – il riferimento è al rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Palermo sulla presunta falsificazione dei dati Covid – a maggior ragione si costituirà parte civile contro chi è accusato di aver fatto due morti”.