Articolo…, tratto da… www.avvenire.it!
Dopo giorni di trattative, veti e ultimatum, arriva l’accordo tra Carlo Calenda ed Enrico Letta. Un passo decisivo verso il voto del 25 settembre, definito nel testo del patto elettorale «uno spartiacque che determinerà la storia prossima del nostro Paese e dell’Europa». Partito Democratico e Azione/+Europa mettono nero su bianco i punti essenziali su cui costruire l’alleanza e scorrendo la lista appare chiaro che l’agenda Draghi, soprattutto per la politica estera, ne rappresenta una parte importante.
Calenda-Letta, ecco l’accordo
I due partiti, scrivono i leader, «si impegnano a promuovere, nell’ambito della rispettiva autonomia programmatica, l’interesse nazionale nel quadro di un solido ancoraggio all’Europa e nel rispetto degli impegni internazionali dell’Italia e del sistema di alleanze così come venutosi a determinare a partire dal secondo dopoguerra. In questa cornice le parti riconoscono l’importanza di proseguire nelle linee guida di politica estera e di difesa del governo Draghi con riferimento in particolare alla crisi ucraina e al contrasto al regime di Putin».
Discorso simile per la strategia energetica nazionale, per la quale occorrerà «mettere in campo le politiche pubbliche più idonee per garantire l’autonomia del Paese attraverso un’intensificazione degli investimenti in energie rinnovabili». Oltre a proseguire sulla strada della «diversificazione degli approvvigionamenti per ridurre la dipendenza dal gas russo, la realizzazione di impianti di rigassificazione nel quadro di una strategia nazionale di transizione ecologica virtuosa e sostenibile».



