La parola e le azioni, profuse caratterizzano e qualificano ciò che sono uomini e donne con una dignità: lo scorso 13 luglio 2022, durante la sua consacrazione come presidente del Consiglio Comunale di Messina l’ex sindaco Cateno De Luca si dichiarava “a tempo” nel suo nuovo ruolo perchè si sarebbe dimesso a dicembre dopo quello che lui sperava allora potesse essere (ma come abbiamo visto ieri non è stato a causa della vittoria di Renato Schifani candidato del centrodestra) l’elezione alla Presidenza della Regione Siciliana a Palermo.
Le evidenziate dichiarazioni #deluchiane, vennero fatte quando ancora non si sapeva che si sarebbe andati a votare il 25 settembre 2022 per le Elezioni nazionali susseguenti a quelle poi furono le annunciate dimissioni del premier Mario Draghi quelle giunto dopo qualche settimana del governatore siciliano Nello Musumeci che determinarono l’election day al quale i siciliani sono stati chiamati domenica scorsa per eleggere i deputati a Montecitorio ed a Palazzo Madama a Roma ed i parlamentari dell’Assemblea regionale a Palazzo dei Normanni unitamente al nuovo responsabile di Palazzo d’Orleans.
La domanda ora è: “Cateno Roberto Salvatore De Luca, nato il 18 marzo 1972 a Fiumedinisi manterrà l’impegno preso dimettendosi definitivamente ad ottobre (visto che le Consultazioni sono state anticipate) da Palazzo Zanca dato che è stato eletto deputato come il “migliore degli sconfitti”, presso gli scranni di Sala d’Ercole o resterà sulla sua poltrona al Municipio messinese?”.
Collegandovi al link in basso, potete leggere un articolo pubblicato da www.ilsicilia.it:
Messina, l’esordio del Consiglio. De Luca presidente con 20 voti “più Iva”: quota 23



