Lo ha riferito ieri 4 novembre 2022 sul suo Profilo Facebook…, ‘Amalia Ferro’ (pseudonimo di Elisa Lo Presti), la cittadina residente a Messina ma originaria di Barcellona Pozzo di Gotto:
- quando leggiamo notizie come quella di qualche giorno fa della madre che sfinita da una quotidianità di stenti nella solitudine e senza più forze uccide il figlio con spettro autistico, restiamo senza parole ma quasi istintivamente la mente ci porta ad una sorta di auto protezione in quanto il fatto sia accaduto molto lontano da noi, in Francia;
- “Chissà se è vero, chissà cosa sia accaduto realmente e chissà quanto i giornalisti ci abbiano ricamato sopra”. È successo lontano da noi, come se la cosa ci riguardasse un po’ meno Un po’ come quando da ragazzi passavamo con il semaforo rosso pensando -ma figurati se passa un auto proprio ora, giusto quando passo io- immersi in una sorta di idea di illusoria immortalità che la giovane età ci procura. Ma oggi siamo adulti. Conosciamo tutti i rischi della vita;
- siamo consci che la morte non sia poi così lontana da tutti noi. Sappiamo che la nostra mente, se messa a dura prova, può esplodere in una mancata lucidità fatale. Siamo a Messina E io, come sapete, non sono una giornalista. Oggi pomeriggio una madre di due bambini con disabilità, stanca, avvilita, perdendo ogni speranza di aiuto… dopo averlo chiesto per mesi ai servizi sociali, (Social City). Dopo aver comunicato da sei mesi di vivere in un’abitazione senza acqua né luce. Dopo aver lottato per avere un aiuto sacrosanto a gestire i suoi due bambini, senza mai aver ricevuto risposte. Dopo le spalle girate da chi avrebbe dovuto ascoltarla e aiutarla, si convince che -non c’è più niente da fare-, che la sua vita è solo un calvario di cui lei non ha più la forza di affrontarne i passi che la portano sempre allo stesso muro di gomma. Il muro sordo dell’amministrazione comunale;
- oggi alle ore 13 circa, contatta Angela Rizzo impegnata da mesi nel sostenere e fare da porta voce con -i poteri alti- queste famiglie e in attesa di una risposta da parte del primo cittadino che continua ad ignorarli e comunica in preda alla disperazione di volersi togliere la vita, che ha un coltello in mano e che a pochi minuti da quella conversazione avrebbe trafitto il suo corpo stanco! (Vengo avvisata anche io indirettamente);
- immaginate lo sgomento, l’impotenza, la rabbia, il dover decidere come intervenire il prima possibile. Vengono chiamati i carabinieri, il comandante in persona con grande calma e rispetto si reca sul luogo dove si trova la signora. La implora di lasciare il coltello, le intima di rivedere la sua scelta disperata e le comunica che lui non sarebbe andato via finché lei non avesse lasciato l’arma con la quale aveva deciso di interrompere la propria vita;
- dopo vari tentativi ci riesce, grazie alla sua grande empatia e professionalità e accompagna la signora, insieme ad Angela Rizzo al comune dove sono a tutti i costi fermamente convinti di dover trovare una soluzione di aiuto per la signora. Si parla di ospitare lei e i bambini in un B&B. Nel frattempo a pochi passi da Angela Rizzo passa l’onorevole Musolino. Angela spera di poter spiegare a lei la gravità e l’emergenza di questa vicenda ma, dopo averle chiesto di avvicinarsi per conferire, in risposta riceve un -si avvicini lei!-! E in seconda risposta, dopo un celere resoconto dei fatti un -non è mia competenza, io ho da fare-;
- ebbene sì signori! Siamo a Messina, non in Francia, parliamo di una nostra concittadina, una nostra vicina di casa o parente, eppure c’è chi -ha altro da fare-, chi ignora, chi aspetta la visione di un coltello a pochi millimetri da un corpo per agire! Non ho ancora notizie su come sia stata risolta questa vicenda e sul tipo di aiuto certo offerto alla signora, vi aggiorno appena avrò altre notizie”.



