Articolo…, tratto da… www.lanuovasardegna.it!
Le avrebbe chiesto di accompagnarlo a comprare un pacco di sigarette al distributore automatico, ma era solo una scusa per farla uscire dal locale in cui si trovavano. E dopo averla attirata in una stradina isolata e buia, l’avrebbe spinta dentro un garage e l’avrebbe violentata dopo averla colpita con pugni sul volto e averle sbattuto la testa per terra diverse volte per bloccarla dal suo disperato tentativo di fuggire. È accaduto due settimane fa in un paese della Gallura. Vittima, un’adolescente. Da ieri, il giovane, William Loddo, 28 anni, di Arzachena, si trova rinchiuso in una cella a Bancali. Su richiesta della Procura, il gip del tribunale di Tempio Marco Contu ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. È accusato di violenza sessuale aggravata perché commessa nei confronti di una minore (quindici anni).
L’inchiesta è scattata immediatamente. È stata la stessa ragazzina a raccontare alla madre che si trovava nello stesso locale con loro, ciò che era successo quando era uscita con lui, nonostante il giovane l’avesse minacciata di morte qualora avesse rivelato alla madre quanto accaduto. Era rientrata con i vestiti stracciati, piena di sangue sul viso e sul corpo. Aveva detto di essere stata picchiata e violentata. Lui aveva negato e si era difeso sostenendo che erano stati aggrediti da tre persone e che aveva cercato di difenderla. Un racconto che non ha però trovato conferma negli accertamenti svolti dai carabinieri. Dopo due settimane di indagini in cui sono stati sentiti vittima e familiari, visionate immagini di videosorveglianza, ieri è scattato l’arresto del giovane da parte dei carabinieri di Tempio.
Loddo è difeso dagli avvocati Angelo Merlini e Giampaolo Murrighile. I difensori non rilasciano nessuna dichiarazione in attesa di conoscere gli atti. I familiari della minore sono assistiti dall’avvocato Alberto Sechi. L’episodio risale alla seconda metà di novembre.
Stando alle accuse, il giovane, che conosceva la ragazzina e la sua famiglia, le avrebbe chiesto di accompagnarlo a comprare un pacco di sigarette al distributore automatico che si trovava poco lontano dal locale. Sarebbero quindi usciti insieme. E con una scusa l’avrebbe attirata in una stradina isolata e completamente buia. A quel punto l’avrebbe aggredita alle spalle afferrandola per il collo e trascinandola dentro un garage dove il presunto aggressore le avrebbe abbassato i jeans con la forza. Le avrebbe strappato di mano il cellulare col quale stava cercando di chiedere aiuto. E l’avrebbe picchiata brutalmente con pugni in faccia e afferrandola per la testa e sbattendogliela per terra – stando agli atti dell’indagine lo ha fatto per sei volte – perché lei, piangendo e urlando, si dimenava opponendosi a quegli abusi. Questo il racconto della quindicenne e le accuse che hanno portato il giovane amico di famiglia in carcere. Accuse da cui ora dovrà difendersi.



