Home Cronaca È caccia serrata ai 5 detenuti del carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano...

È caccia serrata ai 5 detenuti del carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano ancora liberi dopo l’evasione di ieri: in tutta la zona sono ancora attivi posti di blocco nella convinzione che qualcuno possa non essere riuscito ad allontanarsi troppo da quando è scattato l’allarme

SETTE I GIOVANI DETENUTI FUGGITI (TRA I I 17 E I 19 ANNI, TRE I MAGGIORENNI)

350

Testo…, tratto da… www.rainews.it!

È caccia serrata ai 5 detenuti del carcere minorile ‘Beccaria’ di Milano ancora liberi dopo l’evasione di ieri: in tutta la zona sono ancora attivi posti di blocco nella convinzione che qualcuno possa non essere riuscito ad allontanarsi troppo da quando è scattato l’allarme.

Ma controlli sono in corso in tutta la città e nelle zone in cui gli evasi vivevano. Sette i giovani detenuti fuggiti (tra i i 17 e i 19 anni, tre i maggiorenni). Due sono stati rintracciati e ripresi nel giro di poche ore, degli altri sono tuttora in corso le ricerche: secondo le prime ricostruzioni, avrebbero approfittato dei lavori in corso da tempo per aprirsi un varco nella recinzione e poi scavalcare il muro di cinta.

Poco dopo la fuga nell’istituto è scoppiato il caos: alcuni dei detenuti hanno inscenato una plateale protesta appiccando le fiamme ad alcuni materassi, un’intera sezione di quattro stanze, con dodici detenuti, è inagibile, e rendendo necessario l’intervento di diverse squadre dei vigili del fuoco. Quattro agenti della Polizia Penitenziaria sono stati curati in ospedali per delle lievi intossicazioni dovute al fumo levatosi dagli incendi.

In tarda serata la calma è stata ristabilita e intorno a mezzogiorno nel capoluogo lombardo sono attesi i vertici del Dipartimento della giustizia minorile di via Arenula, chiamati a capire che cosa non abbia funzionato. Inevitabili le polemiche. E mentre il ministro delle Infrastrutture e leader della Lega, Matteo Salvini, si dice “sconcertato” per l’accaduto, i sindacati di polizia penitenziaria puntano l’indice contro le carenze di organico.

A dare la notizia dell’evasione, Gennarino De Fazio, segretario generale della UilPa Polizia Penitenziaria. Attività – punta il dito il rappresentante sindacale – “che perdurano da svariato tempo”. Sul banco degli imputati anche l’innalzamento dell’età dei detenuti degli istituti minorili che può arrivare fino ai 25 anni; misura adottata per tentare di contrastare l’annoso problema del sovraffollamento dei penitenziari ordinari.

“Da qualche tempo – sottolinea De Fazio – molte delle problematiche che investono le carceri si ritrovano anche negli istituti penali per minorenni. In particolare, sono in vorticoso aumento i casi d’aggressione agli operatori, di sommosse e, come in questo caso, di evasione. Ciò è evidentemente – continua – imputabile a una serie di fattori che vanno dal sostanziale disinteresse della politica prevalente e dei governi alle vicende penitenziarie a scelte poco oculate, quale appunto l’innalzamento del limite d’età che consente la detenzione nelle strutture minorili, accusa il segretario della Uilpa Polizia Penitenziaria.

“Non sappiamo ancora – rimarca Gian Luigi Madonia, segretario dell’Unione Sindacati Polizia Penitenziaria della Lombardia – se possano esserci responsabilità organizzative o professionali del Reparto o deficit strutturali che hanno indebolito i sistemi di sicurezza, ma possiamo affermare che l’evasione è eclatante. Sette soggetti insieme – prosegue – è un evento che probabilmente non ha precedenti. Ennesimo brutto segnale di un sistema penitenziario da ricostruire, perché ormai al collasso sotto tutti i punti divista”.