La polizia ha eseguito nei giorni scorsi un’ordinanza di misure cautelari, emessa dal Gip del Tribunale di Messina… dottor Francesco Torre nei confronti di tre messinesi di 31, 30 e 19 anni, accusati di lesioni personali aggravate, detenzione e porto illegali di arma comune da sparo e ricettazione, tutti aggravati per esser stati commessi avvalendosi di un ragazzo minorenne, per il ferimento avvenuto il 22 luglio scorso sul centralissimo viale Europa, 17 minuti dopo le nove di sera, del 35enne Marcello Nunnari.
S’erano messi addosso le magliette a maniche lunghe, con quel gran caldo, per non far vedere i tatuaggi “identificativi”. Ma sono stati beccati ugualmente. Uno aveva lasciato ai piedi un paio di scarpe inconfondibili nere con la suola bianca molto alta. Nel luogo teatro del fatto di sangue, sono transitati andando avanti e indietro su un motorino ben 23 volte, in eno di mezz’ora, cercando di capire dove si trovasse la vittima prescelta.
Gli autori del gesto, non sapevano però di essere “monitorati” 24 ore su 24 dai poliziotti, che stavano lavorando ad un’altra indagine. Così…, gli inquirendi hanno unito il mosaico di prove tra filmati delle telecamere di videosorveglianza e dialoghi al telefono e in auto, chiudendo il cerchio subito dopo l’agguato, avendo immediatamente chiaro il quadro di insieme dell’azione criminosa.
La ricostruzione dell’agguato
È tutto scritto nel Provvedimento di custodia cautelare che il Giudice per le indagini preliminari Francesco Torre ha firmato qualche giorno fa, per delineare lo scenario dell’agguato (di Marcello Nunnari) accaduto nei pressi dell’Ospedale Piemonte al bar Hops alle 21.17. La vittima è stata raggiunta alla coscia desta da un solo colpo di pistola tra quelli sparati dal ragazzino, se l’è cavata con sette giorni di prognosi.
I nomi
I maggiorenni finiti in carcere per questo agguato sono quindi tre, e contano parecchio – come spiega il Gip Francesco Torre parlando di «profili soggettivi di inquietante pericolosità» -, anche le loro parentele. Si tratta di Salvatore Maiorana, 31 anni; Natale Lo Duca, 30 anni; e Giuseppe Fisichella, 19 anni. Maiorana è imparentato con i Ferrante di Camaro mentre Lo Duca è nipote diretto del boss Giovanni Lo Duca di Provinciale. E Fisichella «… il 25 luglio 2023 è stato tratto in arresto in flagranza, unitamente a tale Salvatore Minniti, per detenzione e porto illegale di più armi comuni da sparo e di una mitraglietta recante le caratteristiche di un’arma da guerra».
Il ferimento di Nunnari
Secondo quanto scrive il Gip dalla ricostruzione della polizia si capisce che Maiorana e Lo Duca quella sera erano su un’auto a controllare tutto, ed hanno dato indicazioni a Fisichella e al minorenne, che sono arrivati sul posto con un ciclomotore Honda Sh rubato. Fisichella guidava, il ragazzo ha sparato con una rivoltella calibro 9×21. Hanno fatto sparare a un sedicenne per cercare di minimizzare le conseguenze.



