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Il Commissariato di P.S. di Modica la settimana scorsa ha eseguito una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona a carico di altrettanta persona residente a Modica per reati contro la persona, segnatamente atti persecutori, rientrante nella procedura accelerata del cosiddetto Codice Rosso: si tratta di un procedimento che ha portato all’adozione di Atti cautelari volti a tutelare la vittima del reato da prevaricanti e compulsivi atteggiamenti persecutori

NEL DESCRITTO CASO..., IL PROVVEDIMENTO CAUTELARE SI È RESO NECESSARIO A SEGUITO DELLA DENUNCIA SPORTA DA UNA GIOVANE DONNA MODICANA IL CUI EX NON SI ERA RASSEGNATO ALLA FINE DELLA RELAZIONE SENTIMENTALE, CONTINUANDO A TEMPESTARLA DI MESSAGGI VIA SOCIAL A QUALSIASI ORA DEL GIORNO, APRENDO PIÙ PROFILI FAKE PER AGGIRARE IL BLOCCO DELLE CHAT

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Il Commissariato di P.S. di Modica la settimana scorsa ha eseguito una misura cautelare di divieto di avvicinamento alla persona a carico di altrettanta persona residente a Modica per reati contro la persona, segnatamente atti persecutori, rientrante nella procedura accelerata del cosiddetto Codice Rosso: si tratta di un procedimento che ha portato all’adozione di Atti cautelari volti a tutelare la vittima del reato da prevaricanti e compulsivi atteggiamenti persecutori.

Nel descritto caso…, il provvedimento cautelare si è reso necessario a seguito della denuncia sporta da una giovane donna modicana il cui ex non si era rassegnato alla fine della relazione sentimentale, continuando a tempestarla di messaggi via social a qualsiasi ora del giorno, aprendo più profili fake per aggirare il blocco delle chat. Inoltre, il ventunenne ha iniziato a pedinare la ragazza, controllandone i movimenti, arrivando in più occasioni a minacciarla davanti a parenti e amiche, cui sono seguiti anche interventi della Volante del Commissariato di Modica. Tale atteggiamento persecutorio ossessivo e reiterato nel tempo, costringeva la denunciante a mutare radicalmente le proprie abitudini di vita, a limitare le uscite di svago ed a farsi accompagnare sul posto di lavoro dai propri congiunti.

Le Indagini, suffragate dalla testimonianza di persone informate sui fatti e dalla acquisizione delle chat intercorse fra i due, gli Agenti del Commissariato sono riusciti a documentare concretamente i fatti in seguito ai quali è scaturita la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa e divieto di comunicazione, anche via telefonica o social, con la stessa.