Home Cronaca La Corte d’Appello di Taranto, sezione penale, presieduta dal Giudice dr.ssa Paola...

La Corte d’Appello di Taranto, sezione penale, presieduta dal Giudice dr.ssa Paola Incalza, all’esito dell’udienza di ieri (19 dicembre 2024 – Nota di Redazione), seguita da camera di consiglio che si è protratta fino a tarda serata, ha confermato la Sentenza di condanna, già emessa dal Tribunale di Taranto, a carico di una donna, nota professionista nel settore medico, la quale da diversi anni ha di fatto privato l’ex coniuge della possibilità di incontrare e vedere la propria figlia

LA DONNA, A SEGUITO DI TALI CONDOTTE, È STATA DENUNCIATA DALL’EX MARITO, UN DIRIGENTE SCOLASTICO DI TARANTO, GENERANDO UN PROCEDIMENTO PENALE NEL QUALE SI È POI COSTITUITO PARTE CIVILE PER IL TRAMITE DELL’AVV. MIMMO LARDIELLO CHE A SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DI GIOVEDÌ SCORSO, HA OTTENUTO LA CONFERMA DELLA CONDANNA: LE CONDOTTE DI ALIENAZIONE DELLA BIMBA SI SONO ESTRINSECATE IN DIVERSI EPISODI COMMISSIVI ED OMISSIVI

197

Testo…, tratto da… www.buonasera24.it!

La Corte d’Appello di Taranto, sezione penale, presieduta dal Giudice dr.ssa Paola Incalza, all’esito dell’udienza di ieri (19 dicembre 2024 – Nota di Redazione), seguita da camera di consiglio che si è protratta fino a tarda serata, ha confermato la Sentenza di condanna, già emessa dal Tribunale di Taranto, a carico di una donna, nota professionista nel settore medico, la quale da diversi anni ha di fatto privato l’ex coniuge della possibilità di incontrare e vedere la propria figlia.

La donna, a seguito di tali condotte, è stata denunciata dall’ex marito, un dirigente scolastico di Taranto, generando un procedimento penale nel quale si è poi costituito parte civile per il tramite dell’avv. Mimmo Lardiello che a seguito della discussione di giovedì scorso, ha ottenuto la conferma della condanna: le condotte di alienazione della bimba si sono estrinsecate in diversi episodi commissivi ed omissivi. In particolare, è stato per diversi anni negato anche ogni minimo contatto alla bimba con il proprio papà, arrivando perfino a farle fare ingresso a scuola da un ingresso secondario, oppure celata sotto i sedili dell’auto.

Inoltre, è stato impedito al papà di entrare in contatto con la figlia anche sfruttando falsamente un documento relativo ad una misura cautelare, revocata oltre dieci anni prima mostrato alla preside della scuola della bimba, fino alla sparizione forzata della bimba da una recita di Natale, durante la quale era stata notata la presenza del padre in platea. Confermata dunque la condanna a nove mesi di reclusione a carico della donna, oltre al risarcimento della parte civile, con quantificazione da operarsi in separata sede.