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Oggi a Messina dopo le 15.30, una folla commossa è stata accolta presso la Chiesa di San Clemente, dove i presenti hanno tributato l’ultimo saluto a Caterina Pappalardo, la donna di 62 anni tragicamente uccisa martedì scorso in via Cesare Battisti, 272, dal figlio 26enne Giosuè Fogliani

I MEMBRI DELLA COMUNITÀ, SI SONO STRETTI, UNITI IN PREGHIERA PER ACCOMPAGNARE LA DEFUNTA NELLA ULTIMA TAPPA TERRENA

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Oggi a Messina dopo le 15.30, una folla commossa è stata accolta presso la Chiesa di San Clemente, dove i presenti hanno tributato l’ultimo saluto a Caterina Pappalardo, la donna di 62 anni tragicamente uccisa martedì scorso in via Cesare Battisti, 272, dal figlio 26enne Giosuè Fogliani.

I membri della comunità, si sono stretti, uniti in preghiera per accompagnare la defunta nella ultima tappa terrena. C’erano gli amici di S. Antonio, del gruppo di preghiera ‘Il Resto di Israele’, le persone con le quali Caterina si incontrava ogni giorno dispensando sorrisi caratterizzati da un velo di malinconia nel tentativo di non fare uscire angosce e preoccupazioni.

Ha detto il parroco don Gino La Rosa (il sacerdote ha scelto il Vangelo della morte e risurrezione di Cristo per parlare di quanto accaduto), durante la Celebrazione: “siamo certi che il Padre la accoglierà fra le sue braccia perchè sente il grido del sangue innocente, come Cristo in Croce. Il cuore di una madre è il cuore di Dio, lo stesso trapassato nella Croce e rinato alla vita, perchè – come dice San Paolo – vince tutto, impariamo a riconoscerlo quello vero capace di donarsi nel sacrificio gioioso”.

Ha aggiunto don La Rosa: “il male però è male e il Crocifisso è il segno della condanna del male. Come il sangue di Cristo, così il sangue di questa madre grida giustizia dinanzi a Dio. Viviamo in una società aggressiva, fatta di solitudine, individualista, nella quale la sfida è quella di ritornare a essere umani, educando i nostri figli a riconoscere i valori della vita, il rispetto delle regole. Arrivare a uccidere significa eliminare ogni coscienza. Da che parte vogliamo stare? Dalla parte dell’amore e della vita o della morte?”.

A concelebrare la funzione, vi è stato anche padre Mario Magro (il rettore della basilica di S. Antonio), insieme ad altri confratelli rogazionisti e il giovane viceparroco don Claudio Sirni, ordinato sacerdote il 7 gennaio scorso.