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‘Protocollo Napoli aderisce all’appello delle giornaliste e attiviste -Basta Pas nei tribunali-, che è in sintonia con la campagna nazionale promossa da esperti/e dentro e fuori dalle università, contro l’uso dell’alienazione parentale: è quanto si riferisce una nota…, diffusa nelle ore scorse’

IL GRIDO DELLE ATTIVISTE E GIORNALISTE BOCCIA LA RECENTE SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE CHE HA MESSO IN DISCUSSIONE, PER L’ENNESIMA VOLTA, “IL DIRITTO DI UNA MINORE A VIVERE UN’ESISTENZA SERENA NELLA CASA DI ORIGINE INSIEME A SUA MADRE”: LA PRONUNCIA INFATTI HA ANNULLATO UNA PRECEDENTE SENTENZA, CON CUI UNA BAMBINA DI 8 ANNI ERA STATA RIPORTATA DA SUA MADRE, NELLA CITTÀ DI ORIGINE, DOPO ESSERNE STATA STRAPPATA PER ORDINE DEL TRIBUNALE E CONDOTTA A VIVERE DAL PADRE A 800 KM DI DISTANZA

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Testo…, tratto da… www.dire.it!

‘Protocollo Napoli aderisce all’appello delle giornaliste e attiviste -Basta Pas nei tribunali-, che è in sintonia con la campagna nazionale promossa da esperti/e dentro e fuori dalle università, contro l’uso dell’alienazione parentale: è quanto si riferisce una nota…, diffusa nelle ore scorse’.

Il grido delle attiviste e giornaliste boccia la recente sentenza della Corte di Cassazione che ha messo in discussione, per l’ennesima volta, “il diritto di una minore a vivere un’esistenza serena nella casa di origine insieme a sua madre”: la pronuncia infatti ha annullato una precedente sentenza, con cui una bambina di 8 anni era stata riportata da sua madre, nella città di origine, dopo esserne stata strappata per ordine del tribunale e condotta a vivere dal padre a 800 km di distanza.

‘Protocollo Napoli invierà quindi proprio questa pronuncia degli Ermellini, la sentenza di Cassazione n. 2947/2025 al Grevio, l’Organo di monitoraggio della Convenzione di Istanbul del Consiglio d’Europa, i cui rappresentanti nei mesi scorsi sono venuti in Italia per valutare lo stato dell’applicazione della Convenzione e per acquisire informazioni sull’uso della Pas contro le donne e le madri’.

La sentenza inviata, informa ancora la nota, “documenterà purtroppo la presenza di alcune cattive prassi giudiziarie italiane, espressione di pregiudizi nei confronti delle donne. La sentenza è un chiaro esempio di come il contesto giudiziario abdica alle proprie competenze giuridiche a tutela dei diritti dei bambini e delle bambine, abbracciando teorie e costrutti ascientifici che esaltano il diritto proprietario paterno sulla prole e che utilizzano la Pas per colpire le donne che denunciano o lamentano condotte prevaricanti e maltrattanti degli uomini”.