Tutto da rifare per l’ex autista della Procura di Messina Angelo Parialò coinvolto a suo tempo nel processo dell’operazione “Ottavo cerchio” che nel 2020 fece emergere un giro di “mazzette” che vedeva coinvolti imprenditori e funzionari pubblici. Mercoledì la sesta sezione penale della Cassazione, accogliendo in toto il ricorso presentato dal suo legale, l’avvocato Domenico Andrè, ha annullato con rinvio la condanna a 4 anni e 3 mesi di reclusione inflitta in primo grado e poi confermata in appello nel luglio scorso, e ha disposto la celebrazione di un nuovo processo davanti ad un’altra sezione della corte d’appello.
Nel luglio del 2024 il processo per questa vicenda si è concluso con due condanne, una con sconto di pena, e un’assoluzione. Angelo Parialò, accusato di essere una “talpa” che avrebbe fornito informazioni sugli spostamenti del procuratore aggiunto Vito Di Giorgio, parlandone con uno degli indagati, rimase coinvolto nell’inchiesta “Ottavo cerchio”, che nel 2020 fece emergere un giro di “mazzette” che vedeva coinvolti imprenditori privati, funzionari pubblici e faccendieri che si prestavano a fare da mediatori tra le due parti
Il 6 luglio dell’anno scorso lo scenario era parzialmente cambiato in appello. Il collegio di secondo grado presieduto dal giudice Antonino Giacobello aveva infatti assolto da ogni accusa il funzionario comunale Giuseppe Frigione con la formula “perché il fatto non sussiste”, rideterminando la pena a 2 anni e 9 mesi per l’ex assessore ed ex consigliere comunale Giorgio Muscolino, concedendogli le attenuanti per la cosiddetta “gravità contenuta” del reato contestato e riducendo a cinque anni le pene accessorie dell’interdizione dai pubblici uffici e della incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione, e aveva infine confermato, come detto, la condanna a 4 anni e 3 mesi di reclusione inflitta in primo grado all’autista giudiziario della Procura Angelo Parialò.
Il processo di primo grado si era concluso a giugno 2022: Frigione era stato condannato a 6 anni, Muscolino a 4 anni, e Parialò a 4 anni e 3 mesi.
L’operazione “Ottavo cerchio” (il riferimento e all’Inferno dantesco), che fu condotta nel marzo del 2022 dalla Polizia, ruotava intorno ad un giro di “mazzette” che avrebbe coinvolto imprenditori e funzionari pubblici, dal Genio civile al Comune di Messina. L’inchiesta portò ad undici misure cautelari, quattordici in totale gli indagati.
TUTTE LE ACCUSE DELLA PROCURA CONTRO ANGELO PARIALÒ
Durante le indagini della Squadra Mobile erano emersi gli stretti rapporti tra Angelo Parialò, autista dei magistrati di Messina sottoposti a tutela e il pregiudicato Marcello Tavilla, verso il quale Parialò si mostra accondiscendente a mediare all’interno del Tribunale per far ottenere a una persona vicina a Tavilla dei condomini a fronte dell’assunzione di Domenico Artino, genero della donna con la quale Parialò ha una relazione, in una delle imprese di Tavilla.



