I Carabinieri della Compagnia di Barcellona Pozzo di Gotto, nella giornata odierna, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Messina, su richiesta dei membri della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di tre persone – due delle quali condotte in carcere e una posta agli arresti domiciliari.
Tra i destinatari del provvedimento, anche un noto esponente del “gruppo dei Mazzarroti”, storica articolazione della mafia barcellonese, già condannato in via definitiva per reati di stampo mafioso: le misure cautelari scaturiscono da una complessa indagine coordinata dai responsabili della DDA di Messina e condotta dai Carabinieri della Compagnia di Barcellona P.G., che ha svelato un articolato sistema di infiltrazione mafiosa nel tessuto economico e amministrativo del Comune di Mazzarrà Sant’Andrea.
L’indagine ha portato alla contestazione del reato di trasferimento fraudolento di valori, aggravato dall’utilizzo del metodo mafioso e dalla finalità di agevolare l’associazione. Secondo gli inquirenti, il principale indagato – già collaboratore di giustizia, ma di fatto ancora operativo nel territorio – avrebbe utilizzato due fratelli, suoi sodali, per esercitare un controllo occulto su alcune attività imprenditoriali del settore edile e del movimento terra.
Una delle imprese coinvolte, intestata formalmente a un incensurato, sarebbe stata in realtà gestita dal boss e da uno dei fratelli, che avrebbero pilotato l’ottenimento di appalti pubblici, sfruttando anche contatti negli uffici tecnici comunali. Gli investigatori hanno ricostruito, grazie alla cooperazione giudiziaria con altri Paesi europei, complesse operazioni bancarie utilizzate per trasferire parte dei profitti all’estero, rendendo difficile la tracciabilità del denaro.
Le condotte contestate si sono protratte dal luglio 2023 e nel corso del 2024. Il quadro accusatorio descrive un sistema in cui l’ex collaboratore di giustizia avrebbe esercitato una forte influenza criminale: agevolando pratiche amministrative, forzando la mano in trattative commerciali, imponendosi sui proprietari terrieri per favorire l’azienda di riferimento e mettendo a disposizione suoli di sua proprietà per l’attività dell’impresa. Gravi elementi indiziari sono emersi anche a carico dell’indagato 59enne, che si sarebbe attivato con pressioni e intimidazioni per recuperare mezzi meccanici già appartenuti a un’impresa a lui riconducibile, successivamente confiscata.
Le Indagini hanno infine rivelato che un’ulteriore società, già colpita da interdittiva antimafia nel 2020 e intestata al 36enne indagato, continuava a beneficiare indirettamente di risorse pubbliche grazie a flussi di denaro provenienti dalla ditta intestata fittiziamente. Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i Carabinieri hanno anche dato corso a un decreto di sequestro preventivo – sempre su richiesta della DDA – riguardante due società edili con sede a Mazzarrà Sant’Andrea.
Sequestrati anche un impianto di frantumazione, due terreni e otto mezzi d’opera per un valore complessivo superiore ai 500.000 euro. L’operazione rappresenta un duro colpo alla struttura mafiosa barcellonese, confermando – secondo gli inquirenti – la pervasività delle infiltrazioni criminali nell’economia locale e l’importanza del costante monitoraggio del settore degli appalti pubblici.
I fermati destinati in Carcere:
- BISOGNANO Carmelo, nato a Mazzarà S. Andrea (ME) il 23.08.1965;
- GIARDINA Antonino, nato a Messina il 30.5.1989.
Il destinatario dell’arresto domiciliare:
- GIARDINA Davide, nato a Patti (ME) il 27.3.2003.



![“Appello al Papa: È incomprensibile e doloroso il silenzio della Chiesa davanti alla sofferenza di tante famiglie e di tanti bambini coinvolti in allontanamenti e vicende drammatiche” [Video]](https://messinamagazine.it/wp-content/uploads/2026/04/Screenshot_20260424-173521-218x150.png)