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Nel contesto di una conferenza tenutasi quest’oggi (ieri per chi legge – Nota di Redazione) presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la curatrice fallimentare Maria Di Renzo ha fatto il punto sulla delicata situazione dell’ACR Messina: presenti, all’incontro con organi di stampa e cittadinanza, anche il sindaco Federico Basile, il CTU (Commissario tecnico d’ufficio) Corrado Taormina e il consulente del lavoro Domenico Amagliani [Video]

L’INTERVENTO D’ESORDIO È DELLA CURATRICE DI RENZO, CHE FA CHIAREZZA SU QUANTO ACCADUTO NEGLI ULTIMI GIORNI: “LUNEDÌ ABBIAMO AVUTO LA SENTENZA DI LIQUIDAZIONE GIUDIZIALE, E SONO STATA IMMEDIATAMENTE NOMINATA CURATRICE... GIÀ DA QUEL GIORNO ABBIAMO INASPETTATAMENTE RICEVUTO DELLE PRIME PROPOSTE D’ACQUISTO, E PER VALUTARLE MEGLIO AVEVAMO RICHIESTO ALLA LND IL RINVIO DELLE PARTITE CONTRO GELA ED ACIREALE... PURTROPPO, PERÒ, LA LEGA NON CI È VENUTA INCONTRO... A QUEL PUNTO LA SOCIETÀ COOPERATIVA CALCIO MESSINA, BARBERA E FONTALBA (CHE RINGRAZIO NUOVAMENTE) SI SONO FATTI AVANTI AL FINE DI FINANZIARE LE PARTITE NEL BREVE PERIODO, PERMETTENDO COSÌ LA DELIBERA SULL’ESERCIZIO PROVVISORIO ‘TEMPORANEO’, CHE CI È STATO CONCESSO FINO AL 5 OTTOBRE... QUESTO STRUMENTO CI PERMETTERÀ DI VALUTARE L’AFFIDABILITÀ DELLE PROPOSTE A ME GIUNTE... VEDREMO SE CI SARANNO DEI PERSONAGGI CHE DECIDERANNO DI SOBBARCARSI LA GESTIONE DEL RAMO SPORTIVO FINO ALLA FINE DEL CAMPIONATO... IN CASO CONTRARIO, SARÀ DIFFICILE COMPLETARE LA GESTIONE”

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Testo… tratto, da www.tgmessina.it!

Nel contesto di una conferenza tenutasi quest’oggi (ieri per chi legge – Nota di Redazione) presso il Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, la curatrice fallimentare Maria Di Renzo ha fatto il punto sulla delicata situazione dell’ACR Messina: presenti, all’incontro con organi di stampa e cittadinanza, anche il sindaco Federico Basile, il CTU (Commissario tecnico d’ufficio) Corrado Taormina e il consulente del lavoro Domenico Amagliani.

L’intervento d’esordio è della curatrice Di Renzo, che fa chiarezza su quanto accaduto negli ultimi giorni: “Lunedì abbiamo avuto la sentenza di liquidazione giudiziale, e sono stata immediatamente nominata curatrice… già da quel giorno abbiamo inaspettatamente ricevuto delle prime proposte d’acquisto, e per valutarle meglio avevamo richiesto alla LND il rinvio delle partite contro Gela ed Acireale… purtroppo, però, la Lega non ci è venuta incontro… a quel punto la Società Cooperativa Calcio Messina, Barbera e Fontalba (che ringrazio nuovamente) si sono fatti avanti al fine di finanziare le partite nel breve periodo, permettendo così la delibera sull’esercizio provvisorio ‘temporaneo’, che ci è stato concesso fino al 5 ottobre… questo strumento ci permetterà di valutare l’affidabilità delle proposte a me giunte… vedremo se ci saranno dei personaggi che decideranno di sobbarcarsi la gestione del ramo sportivo fino alla fine del campionato… in caso contrario, sarà difficile completare la gestione”.

A dar seguito alle sue parole anche il sindaco Basile, che dichiara: “Il Comune ha parlato con l’avvocato in questi giorni, e si è messo a completa disposizione rispetto al lavoro che egli svolge. È un momento diverso, rispetto a quello vissuto qualche mese fa: è una fase piena di responsabilità. In questo senso, la dottoressa Maria Di Renzo ha compiuto una scelta importante: quella di tentare di mantenere la continuità sportiva, grazie anche agli sponsor che si sono mostrati assolutamente disponibili a sostenere la squadra in questo periodo delicato. Il Comune è stato chiamato in causa e ha sempre mantenuto gli impegni assunti, anche in momenti complicati. Il lavoro dell’avv. Di Renzo, in questi giorni, è stato davvero massimo: ora tocca alla tifoseria e all’imprenditoria (non solo locale, bensì nazionale) a rispondere presente. Adesso è il tempo di avviare un grande progetto, per una città che ha dimostrato di meritare ben altri palcoscenici rispetto a quelli calcati negli ultimi anni. Questa nuova fase dev’essere accompagnata da tutti: a tal proposito, sono state comunicate delle scadenze ben precise”.

“Chiunque voglia partecipare tramite sponsorizzazione – aggiunge il sindaco – deve considerarsi liberissimo di farlo. Il mio auspicio è che la società del nuovo Messina possa avere una proprietà locale: ne parlo per senso di comunità, visto il compito che svolgo. Essendo un nuovo inizio, potrebbero aprirsi degli scenari interessanti. Con gli avvocati ci siamo confrontati riguardo questa delicatissima situazione: è chiaro che, se a ottobre non dovesse pervenire nessuna offerta, questo nostro ragionamento verrebbe meno. Ad ogni modo, stiamo portando avanti una situazione delicata, che era già decisamente critica da prima: il Comune farà quello che è giusto fare per la salvaguardia del titolo sportivo e, successivamente, per ricostruire una società che possa dare dignità e lustro calcistico alla città”.

Sulla richiesta di esercizio provvisorio, avallata venerdì mattina dal giudice Daniele Carlo Madia, la Di Rienzo spiega: “La scelta di concedere l’esercizio provvisorio fino al prossimo 5 ottobre scaturisce dalla presenza di un importante nodo da scegliere: ai sensi dell’articolo 52 delle NOIF, infatti, chi acquista una squadra posta in stato di liquidazione giudiziale, per potere avere l’assegnazione del titolo sportivo, deve adempiere a una serie di requisiti molto stringenti. Fra questi, il saldo totale del debito sportivo: da qui nasce la mia esigenza di contabilizzare questa cifra. Io ho chiesto espressamente, in Federazione, di chiarire qual è l’importo complessivo del debito allo scorso 15 di settembre, in modo da poter comprendere quali sono i margini per la compravendita del ramo sportivo. Al momento, però, non siamo in grado di dare questa risposta, poiché non abbiamo ancora ricevuto nessun responso dalla Federazione; i vertici, tuttavia, mi hanno garantito che si farà chiarezza a strettissimo giro di posta. Certo è che stiamo facendo una corsa contro il tempo. È chiaro che l’esercizio provvisorio non possa continuare fino alla fine della stagione: stiamo aspettando che si delinei tutto il quadro. Nel caso in cui non dovesse ratificarsi la rilevazione del ramo sportivo entro il periodo di tempo concordato, la squadra rischia concretamente di andare incontro all’esclusione dal campionato. Ciò che pensiamo è che, oltre agli stipendi non pagati ad agosto, il debito sportivo potrebbe essere composto anche da mancati pagamenti (per irregolarità o altre ragioni) di oneri previdenziali e contributi fiscali ad essi precedenti”.

Importante il punto relativo alla prosecuzione della procedura corrente, con la curatrice che tenterà di ridurre al minimo possibile i tempi: “Di norma, in una comune procedura concorsuale si inizia con una stima. Successivamente, si pubblicizza per almeno 60 giorni una vendita e, su di esse, si parte da un prezzo di stima che si concluderà con l’eventuale aggiudicazione che potrebbe anche avvenire dopo più aste. La mia idea per velocizzare i tempi è duplice: da un lato, vorrei soffermarmi su questi investitori per comprendere se c’è una disponibilità alla presentazione di un’offerta irrevocabile d’acquisto; ove questa volontà venisse concretizzata (dato che questo strumento porterebbe al deposito di una cauzione, quindi a un primo impegno economico), si partirà da questa cifra sulla quale – entro un limite massimo di tempo – potranno essere presentate delle offerte migliorative. La strada alternativa è la seguente: nel caso in cui entro la metà della settimana prossima non dovessimo riuscire ad avere una formalizzazione dell’offerta (o comunque, un impegno più sostanziale da parte degli investitori) faremo una raccolta di manifestazioni d’interesse generica, in cui spiegherò l’impegno che ci si dovrà assumere: in questo modo, verrà data la possibilità – anche a livello nazionale – di dare vita all’asta. Qualora ci fosse una sola manifestazione d’interesse la valuteremo e ne comprenderemo l’affidabilità e la consistenza in termini patrimoniali. Se ce ne dovessero essere di più, amplieremo il raggio e capiremo chi la spunterà. È chiaro che la prima ipotesi sia la migliore: se dipendesse solo da me, potrei dare una tempistica più ristretta, ma ovviamente necessitiamo la quantificazione del debito sportivo, aspetto fondamentale per gli eventuali imprenditori”.

Timidi segnali di fiducia da parte della Di Renzo: “La proposta di concordato è stata rifiutata perché la vecchia proprietà aveva mostrato di non avere la liquidità necessaria per far fronte alla situazione. Se è stato garantito questo esercizio provvisorio, però, significa che ho considerato valide le proposte di acquisto che mi sono arrivate. Ovviamente, come ho già detto, per chi vuole investire è obbligatorio conoscere la cifra totale del debito sportivo. Io, però, faccio affidamento sugli investitori che si sono fatti avanti. Sarebbe stato molto più semplice chiudere qui la discussione, ma ho deciso di andare avanti. Per rispetto alla città e alla tifoseria ho ritenuto opportuno almeno provare di salvare la squadra: sto mettendo tanto impegno per arrivare a un risultato utile, ma è chiaro che se non ci dovesse essere solidità dall’altra parte. Nel momento in cui le trattative si formalizzeranno e verranno concretizzate verranno intraprese delle interlocuzioni con il Comune. Non chiederemo una fideiussione per garantire l’intera cifra: chi si sta avvicinando, in quanto soggetto serio, ha già deciso di garantire la completa continuità sportiva relativamente al campionato in corso. Chi parla con noi sta cercando di comprendere quali saranno i costi di gestione: siccome l’ultimo periodo non è stato limpido, dobbiamo fare particolare attenzione”.

In conclusione, un messaggio ai tesserati, raggiunti sabato durante la seduta di allenamento al “Sorbello Stadium” di Camaro: “Ho parlato con la squadra, gli ho detto di concentrarsi e di giocare bene. Ho provato a spiegargli un po’ tutta la situazione, specificando che questa sia una soluzione temporanea. Con i risultati potrebbe incoraggiarsi ulteriormente degli investitori. In questo momento, noi garantiamo la prosecuzione al 5 ottobre: quella al periodo successivo è strettamente connessa all’esito delle trattative tutt’ora in corso. L’esercizio provvisorio fine a sé stesso sarebbe inutile”.