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Ci vorrà ancora tempo per capire come è morto Giuseppe Augliera: ieri è stato il giorno dell’autopsia sul cadavere di del 36enne sottoposto a Tso e deceduto durante il viaggio in ambulanza da Messina a Corleone. Al policlinico di Palermo l’inizio delle operazioni peritali dopo il conferimento dell’incarico da parte della Procura di Termini Imerese… ad analizzare i resti dell’uomo, da tempo sofferente di schizofrenia, il medico legale Ginevra Malta insieme al team di specialisti nominato dagli inquirenti.
Il corpo di Augliera non presentava alcun segno di violenza o contenimento. E per capire cosa ha causato il decesso serviranno diversi mesi. La prima risposta verrà data dagli esami tossicologici e da quelli istologici condotti dopo il prelievo di alcuni organi. Dati fondamentali per giungere alle prime certezze che la famiglia, assistita dall’avvocato Tancredi Traclò, invoca sin da quel tragico 26 ottobre. Il pubblico ministero Umberto Puliatti ha iscritto sul registro degli indagati 7 persone, tra medici e operatori sanitari dell’ospedale Papardo. L’ipotesi di reato è omicidio colposo e lesioni personali colpose.
Al termine dell’autopsia il pm ha dissequestrato la salma che sarà riconsegnata ai familiari per i funerali. All’esame hanno assistito anche i consulenti di parte nominati sia dagli indagati che dalla famiglia insieme ai rispettivi legali. I professionisti sotto inchiesta sono assistiti dagli avvocati Giovanni Caroé, Arianna Santangelo, Tony Cappadona, Salvatore Papa e Francesco Saccone. A fornire consulenza legale agli indagati i dottori Elvira Ventura Spagnolo, Daniela Sapienza e Alessio Asmundo. Consulente di parte per la famiglia Augliera il dottor Nino Bondì.
La Procura sta facendo luce sulle cure ricevute da Augliera nei giorni precedenti al decesso. L’intenzione del pm è comprendere se le condizioni di salute dell’uomo fossero compatibili con il lungo viaggio in ambulanza fino a Corleone e se a bordo del mezzo dovesse esserci anche uno psichiatra insieme al personale sanitario.
Le ultime ore di vita di Giuseppe Augliera
Il decesso del 36enne è avvenuto al termine di una serie di eventi accaduti nei due giorni precedenti. Augliera soffriva di schizofrenia fin da ragazzino ma grazie alla somministrazione di un farmaco la situazione era costantemente sotto controllo. Recentemente il 36enne ha però manifestato alcuni sintomi della malattia. Lo scorso 23 ottobre i familiari hanno quindi chiamato un’ambulanza che ha trasportato l’uomo al Papardo. Ma in reparto Augliera passa poco tempo, decide infatti di fuggire, viene riaccompagnato dalle forze dell’ordine in ospedale prima di una nuova fuga. Lo ritrovano nella notte in strada nei pressi della sua abitazione di Minissale, a quel punto scatta il trattamento sanitario obbligatorio. La mattina del 25 ottobre il viaggio in ambulanza verso Corleone con la scorta della polizia municipale.
Poche ore dopo i familiari apprendono del tragico epilogo dopo aver contattato telefonicamente i medici dell’ospedale palermitano. Ma secondo quanto dichiarato dall’Asp di Palermo Augliera sarebbe morto già in ambulanza e le manovre rianimatorie praticate dal personale sanitario si sarebbero rivelate inutili.
La direzione aziendale dell’Asp insieme alla direzione del dipartimento Salute Mentale hanno avviato una indagine interna per verificare e accertare la ricostruzione dei fatti.



