“Bavaglini ricavati dai sacchi dell’immondizia: Punizioni corporali a colpi di ramo… pasti saltati… cinghie, fascette da elettricista, farmaci somministrati non per curare ma per ‘tenere buoni’ i ragazzi… è quello che accadeva nella cooperativa Per Mano, nel Cuneese, una struttura che avrebbe dovuto accogliere giovani con autismo o con gravi disabilità psichiche”. A dirlo ieri, in un Post pubblicato sulla sua omonima Pagina Facebook ‘Davide Faraone’ è stato il senatore siciliano afferente al ‘Gruppo di Italia Viva’ presso Palazzo Madama a Roma.
Così prosegue il testo diffuso da Faraone:
- “Doveva essere un luogo di protezione. Era diventato un luogo di paura. Le immagini raccolte dai carabinieri del Comando provinciale di Cuneo hanno svelato una realtà che nessuno avrebbe voluto credere… ragazzi lasciati legati, umiliati, insultati, chiusi al buio, trattati come un peso più che come persone”;
- “Ventuno indagati: educatori, operatori, coordinatrici. Undici destinatari del divieto di avvicinamento alle vittime, altri sei finiti in carcere. Il sequestro della struttura è scattato dopo un lavoro di indagine meticoloso… ore di Video, testimonianze, intercettazioni, mesi passati a ricostruire una quotidianità fatta di violenze e sopraffazioni”;
- “E quando i genitori hanno visto le prove, quando un papà ha chiesto cosa stesse succedendo davvero, è scoppiato a piangere. Un gesto semplice, che racconta più di mille pagine giudiziarie… il dolore di chi si fidava, e che ora scopre che quella fiducia è stata tradita”;
- “In mezzo agli atti, alle date, ai provvedimenti, resta questo… ragazzi fragili trattati come oggetti, non come vite. Ragazzi che avrebbero avuto bisogno di mani attente e invece hanno trovato cinismo, improvvisazione, abuso”;
- “E allora non basta indignarsi. Bisogna ricordare con lucidità e con rispetto ciò che è accaduto davvero. Troppe volte. Perché solo guardando in faccia l’orrore si può impedire che si ripeta”.



