Ufficializzato l’ingresso di Sebastiano Tamà in Sud Chiama Nord, durante una conferenza stampa odierna iniziata dopo le ore 10.00 presso il Salone delle Bandiere del Comune di Messina. L’annuncio è arrivato nel corso di un incontro dedicato all’edilizia scolastica, dove il leader del Movimento, Cateno De Luca, e il deputato regionale Danilo Lo Giudice hanno presentato l’ex consigliere comunale, già vicino a Forza Italia. Tamà correrà alle prossime amministrative con la lista “Basile Sindaco”, diventando il primo candidato direttamente collegato al primo cittadino.
È stato Lo Giudice a introdurre la novità, lasciando poi la parola a Tamà, che ha spiegato così la sua scelta di lasciare l’area azzurra: «Non voglio parlare di delusioni politiche. Sono un medico e un cittadino di Messina da 30 anni. Pensavo che la mia casa fosse Forza Italia, ma il tempo cambia e si può scegliere da che parte stare. Ho riflettuto a lungo prima di accettare, non sono qui per chiedere, ma per dare. Voglio essere collaborativo, ma anche critico quando servirà».
De Luca ha accolto favorevolmente la nuova adesione e, rispondendo alle domande sul quadro regionale, ha ribadito che Sud Chiama Nord non è in trattativa per entrare nella giunta Schifani: «Non lo era prima e non lo sarà. Il nostro obiettivo non è ottenere poltrone. Nella legge di stabilità abbiamo presentato proposte concrete per cambiare l’amministrazione regionale. Se il governo dimostrerà apertura sulle idee, ci sarà dialogo. Al momento non lo abbiamo visto».
Sul fronte locale, l’ex sindaco ha chiarito che Messina resterà fuori da qualsiasi accordo politico legato agli scenari regionali o nazionali: «Portiamo avanti il mandato ricevuto dai cittadini nel 2018. Sarebbe folle rimettere in gioco chi ha già devastato questa città».
Infine, De Luca si è soffermato sul tema dei progetti Zanklon e studentati, attualmente al centro del dibattito in Consiglio comunale, criticando le altre forze politiche: «La responsabilità della decisione spetta al Consiglio. Ma vedere qualcuno defilarsi per lasciare a noi il cerino in mano non è serio. Messina è stata saccheggiata dai palazzinari per anni… chi è rimasto in silenzio allora non può gridare allo scandalo oggi. Se necessario, decideremo da soli».



