Francesco Stagno d’Alcontres, noto chirurgo plastico ed ex parlamentare messinese di 70 anni, resta agli arresti domiciliari: i giudici del Tribunale del Riesame di Messina, presieduto dalla giudice Maria Vermiglio, ha confermato la misura cautelare disposta dal giudice per le indagini preliminari (della omonima Sezione del Tribunale), Salvatore Pugliese su richiesta dei magistrati della Procura della Repubblica, rigettando l’istanza di scarcerazione presentata dai legali del medico.
Stagno d’Alcontres, andato in pensione lo scorso luglio, è stato fino a poco tempo fa direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico di Messina: a suo carico la Procura, guidata da Antonio D’Amato, ipotizza gravi reati… concussione, corruzione, induzione indebita a dare o promettere utilità e truffa. Davanti ai giudici del Riesame, la pm Giorgia Spiri – che ha condotto l’inchiesta coordinata dalla procuratrice aggiunta Rosa Raffa – aveva chiesto la conferma della misura restrittiva, sottolineando la necessità di attendere l’esito di ulteriori indagini ancora in corso.
I giudici hanno accolto la richiesta dell’accusa, lasciando il chirurgo ai domiciliari. Secondo l’impianto accusatorio, Stagno d’Alcontres avrebbe preteso e ottenuto somme di denaro per diverse migliaia di euro da case farmaceutiche e aziende di prodotti medicali, in cambio della sponsorizzazione di un congresso medico tenutosi a Giardini Naxos. Il totale delle somme raccolte ammonterebbe a circa 700 mila euro. In cambio, il chirurgo avrebbe garantito il proprio assenso alle forniture di materiale destinato al reparto del Policlinico, in particolare prodotti medicali e protesi mammarie.
Gli inquirenti contestano inoltre l’esecuzione di numerosi interventi chirurgici in studi privati della città e della provincia, che non sarebbero stati dichiarati. L’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari era stata eseguita il 5 dicembre scorso da carabinieri e finanzieri dei comandi provinciali di Messina, che hanno svolto anche le indagini. Le condotte contestate si collocano in un arco temporale compreso tra maggio 2024 e gennaio 2025. Ora si attendono le prossime mosse della difesa.



