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“La ricetta è sempre la stessa, trita e ritrita come la minestra riscaldata: Quando non vi sono altre ragioni per spiegare una scelta che non convince nessuno, si grida al complotto… Basile si è dimesso dicendo che la colpa era del consiglio comunale che non approvava seduta stante le delibere dell’amministrazione”

IERI LO HA DETTO IN UN POST PUBBLICATO SULLA SUA OMONIMA PAGINA FACEBOOK 'DAFNE MUSOLINO', L'AVVOCATO NONCHÉ SENATRICE MESSINESE DEL 'GRUPPO DI ITALIA VIVA' PRESSO PALAZZO MADAMA A ROMA, PER PARLARE DELLE DIMISSIONI ANNUNCIATE SABATO MATTINA, DAL SINDACO DI MESSINA FEDERICO BASILE

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“La ricetta è sempre la stessa, trita e ritrita come la minestra riscaldata: Quando non vi sono altre ragioni per spiegare una scelta che non convince nessuno, si grida al complotto… Basile si è dimesso dicendo che la colpa era del consiglio comunale che non approvava seduta stante le delibere dell’amministrazione”. Ieri lo ha detto in un Post pubblicato sulla sua omonima Pagina Facebook ‘Dafne Musolino’, l’avvocato nonché senatrice messinese del ‘Gruppo di Italia Viva’ presso Palazzo Madama a Roma, per parlare delle dimissioni annunciate sabato mattina, dal sindaco di Messina Federico Basile

Così prosegue il testo della Musolino
“Falso su 442 delibere il Consiglio Consiglio Comunale ne ha approvare 441.
Infatti gli hanno creduto solo quelli che lo devono fare per forza e gli adepti che troverete a commentare su questa pagina perché anche loro devono farlo altrimenti escono dal Cerchio Magico Deluchiano e tutti ‘tengono famiglia’”.

“Le dimissioni servono perché hanno paura di andare a votare nel 2027 insieme con le elezioni regionali e nazionali. Il sindaco di Taormina in questi anni ha dimostrato di non contare nulla fuori della cerchia di Messina, scaricato perfino dal neo nominato ‘padre nobile’ della politica Siciliana che tornerà ad essere ologramma, salvo faccia comodo che sia altro”.

“I voti reali si sono già dimezzati e da Monza in poi è una disfatta dietro l’altra. Non resta che trincerarsi a Messina come il Generale Caster a Little Bighorn. Ma questo non si deve sapere e deve essere taciuto. Allora si grida al complotto dicendo che ci sono retroscena che il popolo non conosce, dandogli implicitamente dell’ignorante o bue come solevano dire gli antichi romani”.

“Perché non svelarle i ‘torbidi complotti’ il giorno stesso dell’annuncio delle dimissioni? Perché programmare una conferenza tra sei giorni? E poi la madre di tutte le domande, quella che nessuno mai farà, perché a svelare questi presunti complotti contro la città di Messina non ci pensa il Sindaco di Messina, ma sempre e per l’ennesima volta il sindaco di Taormina? Non ai posteri, ma a tutti voi l’ardua sentenza a questo melodramma tutto messinese che non troverà mai uno spazio in nessuno dei tanti talk show che affolleranno le prossime giornate”.

“Qui però nei commenti al post avrete il vostro spazio per rispondere, se lo fate con il vostro nome e cognome reale e non con simpatici e fantasiosi fake di convenienza abbastanza facili da identificare”.