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Prosegue l’attività di contrasto al bracconaggio condotta dalla Polizia Metropolitana di Messina nelle aree naturalistiche del territorio

NEL CORSO DI UNA PERLUSTRAZIONE IN CONTRADA SAN CONO – CASALE CARDUSA, NEL TERRITORIO COMUNALE DI TRIPI, GLI AGENTI DELLA SEZIONE DI POLIZIA GIUDIZIARIA HANNO INDIVIDUATO E SEQUESTRATO UNA MAXI-GABBIA PER LA CATTURA DEI CINGHIALI INSTALLATA ALL’INTERNO DI UN’AREA PROTETTA

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Prosegue l’attività di contrasto al bracconaggio condotta dalla Polizia Metropolitana di Messina nelle aree naturalistiche del territorio. Nel corso di una perlustrazione in contrada San Cono – Casale Cardusa, nel territorio comunale di Tripi, gli agenti della Sezione di Polizia Giudiziaria hanno individuato e sequestrato una maxi-gabbia per la cattura dei cinghiali installata all’interno di un’area protetta.

L’operazione è stata coordinata dal comandante della Polizia Metropolitana, il colonnello Domenico Martino, ed è scattata a seguito di una segnalazione delle guardie giurate volontarie, che hanno collaborato con gli agenti e con il personale del Corpo Agroforestale di Barcellona Pozzo di Gotto durante le attività sul campo.

La struttura metallica era stata collocata in una zona classificata come oasi di protezione e rifugio della fauna selvatica. I successivi accertamenti, effettuati in collaborazione con la Ripartizione Faunistico-Venatoria, hanno escluso che la gabbia rientrasse tra i dispositivi autorizzati dalla Regione Siciliana nell’ambito del piano straordinario di contenimento dei suini selvatici previsto per fronteggiare l’emergenza della Peste Suina Africana.

Si tratta della terza maxi-gabbia sequestrata dalla Polizia Metropolitana dall’avvio della campagna di controlli straordinari sul territorio, dopo un analogo intervento effettuato nelle scorse settimane a Santa Lucia del Mela. Secondo quanto emerso, il manufatto era dotato di un meccanismo a scatto attivato tramite esche.

Le dimensioni e il peso della struttura rappresentavano un potenziale pericolo non soltanto per la fauna selvatica, ma anche per gli escursionisti che frequentano i sentieri dell’area boschiva. La gabbia è stata posta sotto sequestro e la relativa informativa è stata trasmessa alla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto per gli adempimenti di competenza.

I reati ipotizzati, al momento a carico di ignoti, riguardano l’esercizio dell’attività venatoria con mezzi vietati all’interno di un’oasi protetta e durante il periodo di chiusura della caccia, oltre al tentato maltrattamento di animali. Le indagini sono in corso per risalire agli autori dell’installazione della trappola.

Sull’operazione è intervenuto anche il sindaco metropolitano Federico Basile: «Il lavoro della Polizia Metropolitana dimostra quanto sia fondamentale garantire una presenza costante sul territorio per tutelare il patrimonio ambientale e la sicurezza dei cittadini. La difesa delle nostre aree naturali resta una priorità assoluta dell’azione amministrativa».