Da Catania, giunge l’accorato appello alle istituzioni (rivolto attraverso una intervista rilasciata al giornalista Massimo Scuderi di Ultima tv) di una madre che chiede aiuto per il figlio divenuto: “un bersaglio mobile del branco”.
I componenti (bulli), di questo gruppo di violenti, hanno iniziato a perseguitarlo, dopo che lui su facebook rifacendosi alla lettera 115 del Vangelo aveva scritto: “le statue non parlano, non vedono e non sentono”, riferendosi a Sant’Agata.
Da quel momento per lui (Rubens), malgrado abbia chiesto scusa sono iniziati i guai.

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