E’ trascorso quasi un anno, da quando furono chiuse le scuole di Messina per problemi dovuti alla mancanza di riscaldamento in diversi plessi e le temperature non certo miti. Alla fine del 2017, sembra riacutizzarsi tutto.
A riaprire le polemiche, ci pensa il consigliere della III^ Circoscrizione Alessandro Cacciotto, che punta dritto contro la Giunta di Palazzo Zanca e sottolinea il: “totale fallimento del decantato cambiamento dal basso”.
Cacciotto, continua: “sembrerebbe che l’Amministrazione abbia già stipulato i contratti per la fornitura del servizio ma, a questo punto, cosa si aspetta? È anormale quanto successo lo scorso anno scolastico, arrivando a chiudere diversi plessi scolastici per le rigide temperature. Ed è altrettanto giustificato lo sfogo di tanti genitori di piccoli alunni che lamentano la presenza di aule gelide, mettendo a serio rischio la salute; per non parlare dei docenti e del personale didattico e amministrativo tutto costretto a lavorare in condizioni non ottimali”.
È passato un anno e la domanda che nasce spontanea è la seguente: “cosa ha fatto l’Amministrazione Comunale in un anno? Di questo non è dato sapere. I problemi dei plessi scolastici affondano le loro radici nel passato e anche piuttosto remoto; è inaccettabile che questa Amministrazione, così come le precedenti, non abbiano minimamente pensato a dotare la scuola elementare Domenico Gentiluomo, ad esempio, di un impianto di riscaldamento che addirittura non esiste. È altrettanto inaccettabile che i dipartimenti competenti non abbiano negli anni posto in essere tutto quanto necessario per garantire agli studenti e al personale, delle strutture scolastiche valide ed efficienti”.
Insiste e conclude Cacciotto: “molte strutture inoltre non sono a norma e non rispettano gli attuali parametri imposti dal Ministero, con facciate fatiscenti, e cornicioni pericolanti. La politica deve occuparsi anche delle scuole, perché il futuro della città si gioca proprio sull’istruzione e garantire le condizioni necessarie per esercitare al meglio il diritto allo studio, equivale a volere una città migliore”.



