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Nella campagna elettorale, per il rinnovo della sindacatura di Messina, irrompe il botta e risposta tra “editoriali”

PALMIRA MANCUSO, RISPONDE COSI A ROSARIA BRANCATO

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Nella campagna elettorale per il rinnovo della carica di sindaco di Messina, che vedrà il momento topico con le consultazioni del 10 giugno, irrompe sulla scena lo scontro tra editoriali o se preferite, fra giornaliste, l’una direttore responsabile di Tempostretto (Rosaria Brancato), l’altra (Palmira Mancuso, candidata con -Cmdb- ed a supporto del primo cittadino uscente Renato Accorinti).

Scrive, la Mancuso: “cara Rosaria Brancato, capisco tutto e capisco anche che le opinioni siano personali e tutte rispettabili. Quindi dopo aver letto il tuo ultimo editoriale, non giudicherò certo la tua risaputa antipatia per Renato e quello che rappresenta (poi sul perchè ciascuno ha la propria coscienza) ma su quelli che rappresenti come fatti che non sono. Perchè se scrivi -l’assenza di una visione di città, di programmazione per il futuro, di idee forti per lo sviluppo, di strategie politiche per il rilancio- ti sei -bucata- da sola, dal momento che anche l’ultima sentenza del CGA (che trovi oggi anche sul tuo giornale), parla della visione di una città che parte dal presupposto che non abbiamo bisogno di nuove edificazioni, che dobbiamo armonizzare il presente e salvare il salvabile”.

“Quello che ci è stato consegnato da un sacco edilizio e da una speculazione che ha quasi cancellato colline e spiagge che parte dagli anni 60 con le amministrazioni democristiane fino al gullottiano Genovese (già condannato in primo grado per il sacco dei fondi europei sulla formazione dei giovani)”.

“-Non ha seminato germogli nuovi ha solo innaffiato quelli piantati da altri e per il resto si è fatto portare dalla corrente-… se ti riferisci ai progetti bloccati da trenta e venti anni (tipo Tremestieri o il secondo Palazzo di giustizia) il merito è di averli portati a termine, cosa che nessun amministratore ha fatto, magari voleva (mi dirai) ma le vicende giudiziarie hanno sempre interrotto la loro sindacatura e nessun commissario si prende le responsabilità politica di grandi opere che modificano il territorio”.

“Non voglio fare un lungo post, per ribattere punto per punto. Anche perché se dici che si stanno usando in campagna elettorale come spot le cose realizzate, penso alle -sfere- dell’ultima campagna elettorale di Buzzanca e mi vien da ridere. Poi però non capisco se davvero non sei a conoscenza ad esempio che l’iter burocratico per ottenere i soldi per il servizio di mensa scolastica è partito ad ottobre dell’anno scorso, o se i progetti per i fondi ai Servizi Sociali vedono il Comune per la prima volta capofila rispetto alle cooperative, su cui può vigilare in maniera più diretta”.

“Insomma sei una cronista d’esperienza, e lo sai che i finanziamenti pubblici non si trovano nel cilindro. Sminuire gli sforzi di una nuova società civile e di una nuova classe dirigente costretta a fare i conti con un passato di progetti nel cassetto e macelleria sociale, voto di scambio ed editoria affamata, non lo posso consentire. E’ il motivo per il quale mi sono candidata con la lista Renato Accorinti sindaco – lista e non uso il mio giornale, ma questo spazio personale per scrivere”.

“Libera e senza promesse, ma rispondendo con la mia storia personale e il mio impegno come cittadina. Renato Accorinti non l’ho mai ritenuto il salvatore della patria, ma una esperienza politica sana, che merita fiducia e altri 5 anni di tempo. E alla luce di questo tuo editoriale ancora più convinta di aver fatto la scelta giusta”.