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Giudiziaria a Messina: l’avvocato Dimitri Salonia, definisce grave che Bramanti ipotizzi l’arresto di Cateno De Luca

"SE NON E' VERO, SONO CASTELLI DI SABBIA COSTRUITI SUL FANGO"

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L’avvocato Ernesto Dimitri Salonia (presidente della omonima Fondazione e artista conosciuto in ambito internazionale), interviene sulle esternazioni (riguardanti l’avversario del professore Dino Bramanti al ballottaggio del 24 giugno, rilasciate dallo stesso neurologo candidato a sindaco di Messina del centrodestra) e scrive: “beati i perseguitati per causa della Giustizia, dichiarava solennemente Gesù Cristo nel discorso delle beatitudini o della Montagna citato dall’Evangelista Matteo nel suo vangelo (Mt 5,10). E’ sicuro che Cateno De Luca sia un perseguitato per -causa della giustizia-, come lo è stato nella massima espressione lo stesso Gesù Cristo. Ecco perché viene attaccato dai suoi avversari politici”.

Prosegue il presidente della Fondazione Salonia: “coloro che perseguitano Cateno De Luca -per causa della Giustizia- non sono i magistrati (che fanno solo il loro dovere non avendo alcun interesse a perseguitare De Luca, tanto è vero che lo hanno sempre assolto o scagionato), bensì i suoi avversari politici come Bramanti, che ha tutto l’interesse a servirsi della Giustizia, cioè dei processi incardinati (senza successo) a carico dell’on. Cateno De Luca per guadagnare voti nella campagna elettorale”.

“Ecco perché la Fondazione Salonia in omaggio ai principi solennemente sanciti nel suo statuto vuole tutelare il diritto primario di Cateno De Luca alla sua reputazione e onorabilità e alla libera iniziativa politica, in coerenza con i principi dettati dalla Costituzione. Difatti, è grave che Bramanti, in un comizio seguito da migliaia di persone, addirittura ipotizzi un arresto di De Luca, senza che ce ne siano assolutamente i presupposti. Se la sua è soltanto una trovata elettorale, oltre ad essere di cattivo gusto, dimostra che il candidato del centrodestra è con l’acqua alla gola e cerca in tutti i modi di orientare l’elettorato, ma senza risultati. Se invece, lui sa qualcosa, palesa che qualcuno lo ha avvertito e quindi potrebbero esistere delle connivenze con alcuni potenti che vorrebbero colpire De Luca, non per reati esistenti, ma solo per ragioni politiche. E’ una forma insostenibile di intimidazione visti anche i precedenti dell’on. De Luca. Ci sembra di tornare anni indietro, quando per motivi di opportunità un camorrista incolpò Enzo Tortora, che era completamente innocente e diventò un martire della Giustizia, infangando il nome di una persona che si era sempre comportato con lineareità e autorevolezza. La competizione elettorale non può essere falsata. Il -mostro De Luca-, cosi come viene indicato da lobby e avversari, sicuramente non sarà martire della Giustizia, ma saprà trovare come sempre l’idea per reagire ad accuse infamanti, smontando l’ipocrisia di castelli di sabbia costruiti sul fango”.