Il quarto uomo sospettato per la morte della 16enne di Cisterna di Latina, Desirèe Mariottini è stato rintracciato a Foggia. Si tratterebbe di un cittadino gambiano, la sua posizione è al vaglio degli inquirenti che agiscono per capire il ruolo da lui ricoperto nella vicenda.
Il fermato, era in possesso di circa dieci chilogrammi di marijuana. Da quanto si apprenderebbe, direttamente da ambienti investigativi, la sostanza psicotropa era nella baracca dove l’uomo è stato trovato, ovvero in una zona degradata nelle vicinanze del Cara (Centro richiedenti Asilo politico) di Borgo Mezzanone. Lo straniero, pensava di farla franca e stava predisponendo una quasi certa fuga.
L’arresto, è stato effettuato dalla Squadra Mobile di Foggia ed in questa circostanza il cittadino aveva addosso una pistola giocattolo, alcune dosi di metadone e anche modeste quantità di hascisc. Nel momento in cui sono giunte le forze dell’ordine, si è barricato all’interno del fatiscente fabbricato e per arrestarlo si è reso necessario dover sfondare la porta d’ingresso. Lo straniero, era beneficiario di un permesso di soggiorno rilasciatogli (“per motivi umanitari”), dalla Questura di Napoli, il 15 dicembre del 2012 e scaduto l’11 gennaio del 2014.
Si è scoperto che: “lo scorso 27 marzo scorso il soggetto era stato trasportato all’Ufficio Immigrazione della Polizia di Stato di Roma, da parte degli agenti del Commissariato di San Lorenzo (che ricordiamo è il posto dove nella notte del 19 ottobre ha perso la vita Desirèe), per essere identificato e successivamente invitato a recarsi alla Questura partenopea presso il corrispondente Ufficio al fine di regolarizzare la sua posizione”.
I primi 3 fermati, domani dovranno comparire davanti al giudice per le indagini preliminari, dottoressa Maria Paola Tomaselli e sono: “il 26enne Mamadou Gara e il 43enne Brian Minteh, entrambi senegalesi e il nigeriano Alinno Chima di 46 anni. Il loro interrogatorio, si terrà in mattinata nel carcere di Regina Coeli. La Tomaselli, avrà il compito di convalidare o meno lo stato detentivo al quale sono in atto sottoposti”.
L’accusa che la Procura della Repubblica gli contesta, è di: “omicidio, violenza sessuale e cessione di stupefacenti”.



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