La seduta del Consiglio comunale di Messina, tenutasi questa mattina, si è risolta in modo del tutto inatteso con un rinvio a domani per la mancanza del numero legale. Nel corso dell’Assise, si sarebbe dovuto votare il bilancio di previsione 2019-2021. La decisione comunicata dal presidente, ingegnere Claudio Cardile ha suscitato una veemente reazione da parte dei precari storici dell’Ente che presenziano (ai lavori dei consiglieri) assiepati sul loggione, ed hanno iniziato a fischiare per quanto successo. La loro stabilizzazione, dipende anche dall’approvazione in tempi ristretti, dell’atto finanziario.
La scelta è stata presa in mattinata, dopo la prima conferenza dei capigruppo durante la quale i componenti hanno deciso di darsi appuntamento a sabato 23 febbraio alle ore 9.30, ciò per l’assenza in aula di diversi rappresentanti del centrodestra, una eventualità che avrebbe avuto riflessi sui numeri necessari al passaggio senza problemi della delibera. Il consigliere di LiberaMe Massimo Rizzo, aveva invece proposto di iniziare con la trattazione degli emendamenti instati dai Cinque Stelle (tre), dai Dr (sei) e da Giovanna Crifò di Forza Italia (uno), posticipando a domani la conclusione e il voto.
Il primo cittadino Cateno De Luca, nel frattempo chiedeva il ritiro degli emendamenti per accelerare l’approvazione del documento di contabilità, affermando: “in questo bilancio, che è tecnico, non ci sono i margini per valutare le legittime richieste che sono state formalizzate attraverso le richieste di modifica, quindi le farò mie e faranno parte della manovra con la variazione di fine marzo”.
Il sindaco ha concluso: “riteniamo che la questione rientrerà, al di là nelle criticità nella presentazione degli emendamenti: ho chiesto all’aula, a fine marzo, un confronto di merito sulle risorse, con lo sblocco delle stesse attraverso l’avanzo di Amministrazione”.



