Le precisazioni dei responsabili di Messinaccomuna, sui 40 esclusi dalla nuova Agenzia sui Servizi Sociali

DEL COMUNE

778

Dall’ex Giunta Accorinti, giungono alcune precisazioni in merito alla controversia riguardante quaranta operatori della struttura residenziale municipale di Montepiselli esclusi dalla ricollocazione nella nuova Agenzia dei Servizi Sociali comunale, chiarendo che la responsabilità non è di chi governava (loro) prima a Palazzo Zanca, ma del sindaco Cateno De Luca.

Scrivono dal Laboratorio di partecipazione civica: “in occasione delle contestazioni dei 40 lavoratori già occupati a -Casa Serena- non assunti alla -Messina Social City-, è stato affermato in maniera errata che questi sarebbero rimasti esclusi anche per responsabilità della precedente Amministrazione. È necessario in proposito precisare che l’Amministrazione Accorinti ha salvaguardato PER INTERO i lavoratori già impiegati a Casa Serena. Quando, per le normative sulla sicurezza e le caratteristiche strutturali dell’immobile, è stato necessario procedere a una drastica riduzione degli ospiti della struttura, di concerto coi lavoratori e coi sindacati, l’Amministrazione Accorinti ha costruito percorsi di riqualificazione e reinserimento dei lavoratori in Servizi alternativi, finanziati con la Legge 328. Tutti i lavoratori che hanno accolto la proposta di riqualificazione (meno di una decina non vi hanno partecipato) sono stati ricollocati. Alla scadenza di queste attività, già ad aprile 2018 erano stati pubblicati i nuovi bandi a valere sui fondi PAC che avrebbero dato collocazione a TUTTI gli ex-lavoratori di Casa Serena. Quindi l’Amministrazione Accorinti, ha SEMPRE garantito l’occupazione nel settore dei Servizi Sociali, salvaguardando i servizi a beneficio dell’utenza”.

Continua così la nota: “quando l’Amministrazione De Luca si è insediata, ha revocato questi bandi, lasciando fuori dal mercato del lavoro queste persone, le quali, trovandosi in condizione non occupazionale al momento dell’assunzione nella Messina Social City, non hanno potuto fruire dell’art. 37 e sono rimaste tagliate fuori dalle assunzioni. Se i bandi non fossero stati revocati e se il percorso di reinserimento (già finanziato e bandito) di questi lavoratori non fosse stato interrotto i lavoratori si sarebbero trovati nella stessa condizione dei loro ex colleghi e avrebbero potuto fruire delle stesse garanzie. A determinare la loro esclusione dall’assunzione NON è stata la precedente Amministrazione, visto che se si fosse proseguito nel cammino tracciato non sarebbe scattata alcuna clausola a loro danno. L’ingiustificabile blocco imposto da De Luca ai bandi dei fondi PAC (si ribadisce, già pubblicati) ha creato una ingiusta discriminazione tra lavoratori in servizio e lavoratori non più in servizio, a danno di questi ultimi”.