Tuttavia, la sfida di oggi è come proteggere le famiglie dagli interventi inutili che portano allo smembramento delle famiglie a causa delle prescrizioni dei servizi sociali abbandonando i valori fondamentali della solidarietà e della coesione. Attualmente è pertanto necessario tenere alta l’attenzione su queste palesi violazioni dei diritti e valori democratici che vengono perpetrate in Italia. Ritengo che le autorità debbano mantenere una posizione determinata contro le palesi violazioni dei diritti fondamentali.
I sistematici tentativi di bloccare il business sui minori dagli attivisti in quest’anno sono quasi altrettanto allarmanti, in relazione alla palese elusione della legislazione registrata finora.
Il dramma familiare di Katia (Ekaterina Rudakova) è diventato una tragedia. I parenti del bambino sono passati attraverso la spiacevole esperienza di aver denunciato alla Comunità Europea le violazioni che venivano perpetrate nel nostro paese, e peraltro hanno denunciato i fatti con documenti e prove al riguardo. Il minore Evgeniy Rudakov si trova in Italia con la nonna paterna Rudakova Galina in seguito al provvedimento emesso dalla amministrazione della città di Perm (Russia) con il quale la medesima è stata nominata tutrice del bambino.
La nonna è stata dichiarata invalida civile di grado medio grave. Katia è andata in Inghilterra per i motivi del lavoro, durante la sua assenza siano intervenuti i servizi.
Katia racconta la storia nei dettagli: “prima di partire, nell’interesse del mio nipote Rudakov Evgeniy, nato il 3 luglio 2004, ho rilasciato la delega a livello scolastico alla sig.ra Ilaria perché mia madre, che è la nonna e la tutrice del minore, non parla italiano. Il 13 aprile 2016 ho saputo dalla nipote di mio marito che mia madre è andata a prelevare il bambino dalla Scuola ma precedentemente il bambino è stato portato via dalla stessa. L’11 aprile 2016 Evgeniy è stato prelevato dalla Scuola dai servizi sociali all’insaputa e contro volontà dei suoi familiari ed a causa del mio allontanamento dal territorio italiano, svolgevo il ruolo di sua collocataria.
Non abbiamo ricevuto la notifica in modo ufficiale. Questo incubo, cioè i comportamenti vessatori e disumani, dice Katia, dura da quasi 4 anni dal momento dell’uscita del decreto del Tribunale di Firenze, firmato dai giudici incompetenti. Mi è stato negato l’aiuto legale.
L’Unione europea ha anche affermato che la lotta per i diritti umani è di importanza fondamentale. Con questo intento dell’Unione Europea, si darà assicurazione e pieno sostegno a chi lotta per i diritti umani. L’Italia dovrà inoltre mostrarsi generosa e tenace nelle sue azioni contro le violazioni se vuole conservare il suo ruolo di grande potenza e nella lotta per i diritti umani. Siamo in una fase cruciale della lotta per i diritti umani.
Non si trovano, razionalità e logica nelle azioni giudiziarie che interessano i minori e li vedono molto spesso al centro di un business. Sovente, vi sono persone che hanno a che fare con procedure minorili, le quali non condividono i valori fondamentali europei. Mettono in atto, sventure, distruzione, rovina e decadenza, verso genitori stremati.
Katia continua il suo racconto: “…sull’ordinanza risulta che sono stata sentita, invece non è vero perchè mi trovavo a Londra, neanche mia mamma è stata ascoltata in Tribunale dopo l’11 aprile 2016. Il 12 maggio 2016 alla mamma è stato attribuito l’art. 403 c.c., senza le prove. Lei non risulta socialmente e psicologicamente pericolosa, non è mai stata ricoverata nel reparto psichiatrico, invece le è stata negata l’assistenza sociale, la cura neurologica, sul verbale d’invalidità risulta 67-99% senza specificare in modo preciso, però a causa delle sue patologie le spetterebbe l’indennizzo. Nonostante tutto, viene discriminata.”
Il decreto del Tribunale per i minorenni di Firenze del 20/12/2016 dispone nell’interesse del minore il suo affidamento al servizio sociale di Livorno. Desideriamo sapere dalle autorità competenti, in modo preciso che contributo hanno fornito alla lotta per i diritti umani e la democrazia, per proteggere i minori.
Si propone pertanto di modificare le corrispondenti disposizioni del regolamento al fine di allinearle ad altri strumenti in maniera che possano svolgere il proprio ruolo nella lotta per i diritti umani e per proteggere le famiglie e i minori dagli abusi di potere. I cittadini italiani, soprattutto i più anziani tra loro, non credono più che l’autorità sia in grado di gestire il paese. Ormai, l’Italia di oggi è un’inutile manifestazione di potenza, una glorificazione del proprio dominio, ma molti ad essa non credono più.
Spero solo che (“Prima o Poi”) troveremo il coraggio e la determinazione per porre (definitivamente) fine a questa abominevole condizione di vassallaggio impostaci dagli amministratori di questa “Magistratura Corrotta” e ci ribelleremo usando (se necessaria) la stessa violenza di qui ogni giorno siamo fatto oggetto noi.