“SOS CALABRIA…, #Andràtuttobene?“. A chiederselo oggi su Facebook è un conduttore televisivo… calabrese.
Prosegue l’anchorman parlando di se stesso… ma non solo: “Anche Lino Polimeni è un Matto? Che Luca Palamara, già membro del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente della Commissione che si occupava delle proposte di nomina dei capi degli uffici giudiziari, al centro dell’inchiesta della procura di Perugia in cui è indagato per corruzione, non fosse persona -amica- del procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri, lo si sapeva da tempo nei palazzi di giustizia italiani”.
Ma che nei confronti del capo dei pm di Catanzaro, in prima linea nella lotta alla ‘ndrangheta e alle sue articolazioni internazionali, ci fosse una sorta di (quantomeno) antiparia non pubblicamente manifesta, lo si è appreso dalle chat finite agli atti della stessa inchiesta che ha investito anche il Csm. Il 12 aprile del 2018, alle 18.13 ad esempio, Palamara invia a Massimo Forciniti già membro del Consiglio ed ex presidente del Tribunale penale di Catanzaro un messaggio in cui inoltra un link relativo ad alcune dichiarazioni rese da Gratteri a Radio Rai Uno. Titolo: “La Calabria è in guerra”.
“Gratteri aveva parlato di -politici non credibili, in passato magistrati non degni. La gente non si fida perché negli anni molti di noi e delle forze dell’ordine – aveva detto in collegamento – non sono stati degni di essere uomini delle istituzioni. La ‘ndrangheta sta sul territorio, la politica no. Si fa vedere solo 20 giorni prima del voto”.
“E invece la politica dovrebbe avere il coraggio e la libertà di creare un sistema giudiziario proporzionato alla gravità della situazione italiana. Quindi cambiare le regole del gioco al punto che non dovrebbe essere più conveniente delinquere”.
Palamara commenta: “Purtroppo è un matto vero, ma va fermato non può continuare cosi”.
“Forciniti replica con le -faccette- che ridono. Agli atti figura un ulteriore inoltro del link stavolta al procuratore aggiunto Giuseppe Bombardieri, già vice di Gratteri a Catanzaro. Che replica con un emoticons sorridente (con lacrime) accompagnati dal testo… -Le solite cazzate-“.
Replica Palamara: “-Sta diventando patetico-. E tra i due d’altronde era già andato in scena uno scambio di messaggi precedente pubblicato stamattina insieme ad altri stralci sul Quotidiano del Sud. E’ il 29 marzo. Bombardieri vince in quinta Commissione la corsa a procuratore capo di Reggio Calabria.Viene proposto a maggioranza”.
Palamara lo avverte: “-E’ fatta- scrive… Bombardieri… -Grazie Presidente Grande Presidente-. Palamara precisa… -Se riesco ti porto al Plenum l’11 aprile-. Dopo pochi minuti segue altro messaggio a Bombardieri… -Gratteri è svenuto?-. Replica… -Ah ah ah-“.
“Palamara pare però subito particolarmente interessato alle competenza della procura di Catanzaro per inchieste sui magistrati di Reggio Calabria. Scrive…, -Peraltro devi dirmi se è vero che Catanzaro ha indagini sul distretto di Reggio-. E quando nel 2017 Gratteri, da poco eletto a Catanzaro invoca -rinforzi- per la procura, Palamara e Forciniti ne parlano al telefono”.
“Dice quest’ultimo… -Luca, Palmi e Locri hanno avuto, CZ no. Maltrattare il distretto di Catanzaro è un attacco a Unicost visto che votano tutti noi. vedi che se Gratteri scavalca me e te mi incazzo-. In realtà Gratteri ha già scritto all’allora ministro Orlando e a Legnini”.
“Lo dice lo stesso Palamara… -Mi ha detto che li chiamava… ha fatto bene. Noi non gli abbiamo garantito un cazzo-“.
“Le chat restituiscono un’immagine opposta a quella veicolata da Palamara durante la sua recente intervista in onda su La7 in cui rivendicava un presunto merito nella promozione di Francesco Greco a Milano e Nicola Gratteri a Catanzaro definendoli -il meglio degli inquirenti in Italia- .Fonte La Stampa Torino”.