Un uomo che ogni giorno prende decisioni che determinano grandi cambiamenti nella città di Torino. Il signor Guido Montanari è vice sindaco di Torino, assessore all’Urbanistica, politico, architetto e docente di storia dell’architettura contemporanea al Politecnico del capoluogo piemontese. Il signor vice sindaco, è una persona di grande integrità e animata dai progetti per la città – qualità che sono necessarie per questo lavoro così complesso. In questo ambito serve una persona di enorme talento e di grande intelligenza come lui che attualmente ricopre questa carica.
L’assessore all’Urbanistica del Comune ha presentato numerose proposte di miglioramento del sistema. Egli, ha pertinente conoscenza in materia di urbanistica, pianificazione e tecniche applicate nel processo di pianificazione. Finalmente possiamo parlare direttamente con il vice sindaco in un’intervista esclusiva che dissiperà dicerie e congetture. I suoi pensieri più sostanziali e basilari, riguardanti la città, in un reportage personale ed esclusivo.
Montanari, attribuisce maggiore importanza alla pianificazione urbanistica del territorio delle zone, per conciliare i piani e i programmi con le necessità dei cittadini, evitando le spese cospicue. Le scelte riguardanti l’urbanistica, le intenzioni e le preferenze adottate in questi ultimi anni risultano aver spesso trascurato l’emergere di forti esigenze da parte delle diverse generazioni, originate in particolare nella differenza di approcci. C’erano i programmi per le manutenzioni all’urbanistica della città di Torino, quindi il vice sindaco ha presentato le sue idee a conformità delle reali esigenze che dovranno risultare in regola con le disposizioni in materia urbanistica.
L’urbanistica e la creazione di quartieri gradevoli e vivibili, di cui l’ambiente è un elemento fondamentale, condizionano la coesione sociale e territoriale. Il responsabile di questo assessorato, reputa necessario che lo sviluppo urbano e la pianificazione urbanistica procedano in maniera integrata, tenendo conto delle attuali e future necessità di trasporto territoriale. La cosa più importante, è che le decisioni sono state assunte per il meglio, nonostante tutto, e siamo finalmente sulla buona strada. Il criterio contiene una dettagliata descrizione degli obiettivi di pianificazione urbanistica, a sostegno della strategia volta a combattere in modo preventivo il dilettantismo e il disavanzo.
Il professore, ha negato alcuni progetti perché critica senza mezzi termini l’imprudente politica urbanistica e mette in luce l’utilizzo improprio dei fondi in ambito urbanistico e ambientale. Le conseguenze di tali progetti, per fortuna rifiutati, avrebbero danneggiato gravemente il paesaggio della città distruggendo il fascino cittadino, tutto ciò per una mera speculazione che sarebbe stata condotta all’insegna di un falso rinnovamento ambientale. Non sono stati pubblicati e formulati in certi progetti orientamenti relativi all’attività di pianificazione urbanistica e sviluppo della città sull’impatto dei paesaggi pittoreschi immanenti.
La valutazione del rischio di presenza delle acque freatiche e della pressione sugli strati di terreni non ha potuto essere conclusa, in particolare esistono vari gradi ad alta pericolosità. La città è inserita nell’ambiente naturale, sviluppandosi logicamente in dominio assoluto, si può e si deve ora configurare la totalità dello spazio come proprio scenario. Si ritiene fattibile, l’utilizzo di uno strumento effettivo per intervenire sugli edifici in palese situazione di degrado architettonico e carente gestione.
Secondo il docente: “servono i progetti che celebrino il paesaggio senza opprimerlo. La pianificazione urbanistica è un settore che deve rimanere nell’ambito locale affinché le esigenze delle aree siano ascoltate da professionisti che conoscono direttamente i problemi sul campo. Effettivamente tutto, deve tener conto del cambiamento demografico della società e delle esigenze attuali della popolazione. Sorgono inoltre interrogativi in merito al piano di sistemazione urbanistica, mettendo a disposizione appositi piccoli negozi nella città e offrendo la possibilità di far la spesa vicino a casa, potrebbe contribuire in maniera determinante alla riduzione del traffico”.
L’esperto dell’Amministrazione Appendino, propone che: “in sede di progettazione ed espansione urbanistica si disponga di destinare ampi spazi verdi naturali. Quindi, da una prospettiva strettamente relativa al cambiamento positivo della città è già piuttosto verde. Occorre infatti riconsiderare una programmazione, della comunità dando priorità alla costruzione di parchi, palestre comunali, piste ciclabili, rendendo quindi possibile un’attività fisica quotidiana e costante”.
“In conformità agli orientamenti definiti nell’ambito della strategia sviluppata per la città, è necessario attuare politiche di riforma urbanistica integrali per interessarsi all’ambiente in un’ottica più ecocompatibile e per migliorare la qualità di vita delle persone. Occorre orientare la dimensione urbana della politica di coesione verso un sostegno allo sviluppo delle infrastrutture delle zone, alla modernizzazione del carattere sociale e ambientale della città, alla ricostruzione urbanistica e alla promozione dell’innovazione nei quartieri svantaggiati”.
In conclusione, il politico propone che: “intanto il comune si adoperi per sensibilizzare maggiormente i cittadini, per aumentare la qualità della vita, sostenere un’urbanistica lungimirante, promuovere il cosiddetto progetto città verde, nonché considerare la sinergia come uno strumento importante a questo fine. Tale partenariato tra il comune e il cittadino richiede fiducia reciproca e un cambiamento nella cultura della comunicazione. Quindi serve un cambiamento nella nostra consapevolezza. E un ringraziamento speciale, va all’architetto Montanari per aver portato l’ennesimo cambiamento positivo in questa città”.