Testo…, tratto da… www.gazzettadelsud.it!
È finita: la sentenza di condanna per “l’untore” diventa definitiva. La prima sezione penale della Cassazione, il terzo grado di giudizio, ha infatti rigettato il ricorso del 60enne Luigi De Domenico, ritenuto responsabile del reato di omicidio volontario dell’allora compagna, l’avvocata 45enne ‘S.G.’… anche il sostituto procuratore generale aveva chiesto il rigetto.
Il 19 marzo scorso nel nuovo processo di secondo grado, dopo l’annullamento del primo per la vicenda dell’età dei giudici popolari oltre i 65 anni, l’uomo è stato condannato a 22 anni di reclusione. Una pena che adesso dovrà scontare. Anche per i giudici di secondo grado il ragionamento che ha portato alla condanna è stato lo stesso del primo processo “cancellato”… nonostante De Domenico sapesse di essere affetto da Aids, non disse mai alla donna della sua sieropositività, facendole contrarre la malattia rivelatasi successivamente fatale.
A dichiarare (di nuovo) colpevole l’imputato è stato a marzo il collegio d’assise d’appello di Messina presieduto dal giudice Carmelo Blatti, a latere c’era la collega Maria Teresa Arena, poi i giudici popolari. Sul fronte dei legali a marzo sono stati impegnati l’avvocato Tommaso Varrone, in difesa del 60enne, e gli avvocati Bonni Candido ed Elena Montalbano in rappresentanza dei familiari della vittima, parte civile nel procedimento.