Giordana Di Stefano, fù uccisa a Catania fra il 6 ed il 7 ottobre del 2015 dall’ex fidanzato Luca Priolo che le sferrò 48 coltellate, proprio un giorno prima dell’udienza del processo per stalking nato dalle denunce (che la giovane non voleva togliere) presentate dalla ragazza e per questo venne assassinata. Oggi Priolo è stato condannato a 30 anni di reclusione (nel procedimento celebrato innanzi il Tribunale etneo), dal giudice per le indagini preliminari, la dottoressa Rosalba Recupido.
Vera Squatrito, la mamma di Giordana, ha scritto queste righe da poche ore: “il giorno del giudizio è arrivato e vorrei condividere con voi un mio pensiero. Il processo di Giordana è iniziato con la richiesta del rito abbreviato subordinato alla perizia psichiatrica… tante udienze… tante richieste da parte della difesa… trasferimento del processo da Catania a Messina… richiesta nella comunità di don mazzi dopo un mese circa dall’omicidio richiesto altre volte… sono stata querelata dalla madre dell’assassino per persecuzione e istigazione a delinquere”.
“Mia figlia è stata uccisa dopo la sua morte altre cento volte…, io non mi sono mai fermata… ho continuato a lottare sempre a testa alta… e non mi fermerò… comprendo l’indignazione di tutti voi… ma oggi dopo 25 mesi dalla sua morte è stato dato dal Tribunale di Catania il RISPETTO che la mia bambina meritava. I 30 anni sono il massimo della pena consentiti dalla richiesta del rito abbreviato… il giudice non poteva fare di più… CHI HA PREMIATO L’ASSASSINO DI MIA FIGLIA È LA LEGGE che va cambiata nel rispetto del valore della vita… questa sarà la mia missione… lottare affinché ci sia la pena certa… e tanto altro… ringrazio tutti voi”.
Vera infatti teme, che nei prossimi gradi di giudizio, possano essere accolte in favore dell’omicida le attenuanti generiche. Non solo, la Legge in vigore prevede che dopo dieci anni di pena se il colpevole mostra segni di buona condotta può accedere a permessi premio.
In allegato, segue il video tratto dalla trasmissione di oggi su Rai Uno “La Vita in Diretta”.



