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Ieri i giudici del Processo Miramare, sedenti presso il Tribunale di Reggio Calabria hanno emesso la sentenza decidendo le condanne e le assoluzioni: 1 anno e 4 mesi di reclusione per il sindaco Giuseppe Falcomatà, 1 anno a tutti gli altri imputati per “abuso d’ufficio”… assolti invece tutti gli imputati dall’accusa di falso

ANTONINO MINICUCI, IL CANDIDATO DEL CENTRO DESTRA CHE USCI' SCONFITTO DAL BALLOTTAGGIO DI OTTOBRE DEL 2020 HA RIFERITO: “LE DIMISSIONI DA PARTE DELLA MAGGIORANZA E DEL PRIMO CITTADINO, SAREBBERO LA SOLUZIONE IDEALE”

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Ieri i giudici del Processo Miramare, sedenti presso il Tribunale di Reggio Calabria hanno emesso la sentenza decidendo le condanne e le assoluzioni: 1 anno e 4 mesi di reclusione per il sindaco Giuseppe Falcomatà, 1 anno a tutti gli altri imputati per “abuso d’ufficio”… assolti invece tutti gli imputati dall’accusa di falso.

In relazione ai predetti fatti accaduti, il candidato del centro destra Antonino Minicuci che nell’ottobre del 2020 uscì sconfitto dal ballottaggio contro l’attuale primo cittadino odierno condannato ha riferito queste parole: “la premessa è d’obbligo oltre che sincera. Auguro al sindaco Falcomatà e a tutti gli imputati di poter riuscire a dimostrare la propria innocenza sino all’ultimo grado di giudizio. Allo stesso tempo, il timore è quello di dover augurare buon lavoro a Falcomatà per la sua nuova avventura da dipendente del comune di Milano. Appare complicato comprendere le ragioni che hanno spinto Falcomatà a ricandidarsi a sindaco, nonostante la pesante spada di Damocle che pendeva sul suo capo e buona parte della giunta del primo mandato. Appare doppiamente complicato comprendere le ragioni alla luce della condanna che era già arrivata, seppur tramite rito abbreviato, per l’ex assessore Angela Marcianò, segnale che difficilmente sarebbe andata in modo diverso per Falcomatà”.

Ed ancora evidenzia Minicuci: “così facendo, il sindaco ha deciso deliberatamente di lasciare il l’amministrazione comunale e metropolitana senza una vera guida, dopo 7 anni di catastrofi e alla vigilia di un momento storico decisivo per la nostra città, che grazie alle opportunità offerte dal Pnrr all’orizzonte vede il rilancio oppure gli abissi più profondi. Ricordo come nel 2012, a fronte di uno scioglimento del Comune che negli anni si è scoperto essere infondato, gli esponenti locali del Partito Democratico esultavano. La Corte di Cassazione, nei giorni scorsi, ha stabilito che il Comune di Reggio Calabria non andava sciolto, diversamente da quanto accaduto all’amministrazione Arena in modo ingiusto. Oggi, il Tribunale ha condannato chi 9 anni fa festeggiava, ma noi invece non esultiamo. Le dimissioni da parte della maggioranza sarebbero la soluzione ideale non solo dal punto di vista politico ma anche della dignità e della possibilità di poter presto offrire nuovamente ai reggini un’amministrazione nel pieno delle proprie funzioni”.

Conclude Minicuci: “dignità e integrità, lo si è visto in relazione alla vicenda dei brogli elettorali, che purtroppo abitano lontanissimo rispetto alla maggioranza che oggi occupa Palazzo San Giorgio. Non rimane quindi che offrire il sostegno e la disponibilità al neo vice sindaco Paolo Brunetti, con l’auspicio che si possa registrare una inversione di tendenza, ma deve verificarsi una rivoluzione rispetto al totale immobilismo e alla mancanza di democrazia consiliare registratisi in questi 7 anni abbondanti”.