Articolo…, tratto da… www.donnaclick.it!
Quando si parla di violenza assistita ci si riferisce a qualsiasi tipo di violenza (fisica, verbale, psicologica) su altre persone di cui il bambino fa direttamente o indirettamente esperienza. Tantissimi sono i bambini che ogni anno assistono a violenze e maltrattamenti all’interno delle mura domestiche, cosa che può avere delle profonde conseguenze sul loro sviluppo cognitivo, comportamentale e sociale.
Scopriamo insieme i principali effetti della violenza assistita:
- I danni della violenza assistita – L’esposizione alla violenza può avere degli effetti sia sul breve che sul lungo periodo. I testimoni di atti di violenza domestica possono riportare danni fisici (pugni, calci, oggetti lanciati) nel tentativo di difendere la persona vittima del maltrattamento, cosa che influenzerà a sua volta la sfera psicologica ed emotiva e le relazioni con gli altri;
- ben presto compariranno problemi di depressione, bassa autostima, ansia, aggressività, incapacità di gestire la rabbia, stati di agitazione ed irrequietezza, difficoltà nel relazionarsi con gli altri, sonno disturbato da incubi o enuresi notturna, propensione alla somatizzazione, capacità empatiche ridotte, comportamenti regressivi, autolesionisti, disturbi alimentari, bullismo, uso di alcol e sostanze, scarso rendimento scolastico a volte legato a problemi di apprendimento;
- il dolore e la sofferenza che questi bambini portano dentro non viene considerata dai genitori e questo li induce a nutrire sentimenti di svalutazione e perdita di fiducia nel fatto che gli adulti si prenderanno cura di loro. Si sentono impotenti e nello stesso tempo colpevoli e responsabili per quanto sta accadendo;
- in molti casi i bambini sviluppano nei confronti della madre un atteggiamento iperprotettivo e di accudimento facendosi carico di responsabilità che non spettano a loro. In altri casi i minori adottano comportamenti compiacenti e iniziano a prendere le parti dell’uno e dell’altro genitore, creando delle triangolazioni e dinamiche comunicative malsane;
- spesso il bambino esposto alla violenza svilupperà un tipo di attaccamento insicuro, quello “evitante”, quando l’allontanamento della madre genera un atteggiamento evitante nei suoi confronti e quello “ambivalente”, quando la separazione con il genitore scatenerà la rabbia e l’angoscia del bambino;
- i maschi cresciuti in questi ambienti impareranno che è normale disprezzare le donne, percependo la figura femminile come inferiore e quindi oggetto di un potere di dominio e controllo accettabile, mentre le femmine, invece, identificandosi con la madre svilupperanno una bassa autostima, si sentiranno fragili e insicure e andranno alla ricerca in futuro di relazioni non paritarie. In tutti i casi i minori cresceranno con modelli genitoriali disfunzionali, imparando che la violenza è ammissibile e interiorizzando comportamenti sbagliati fin dalla più tenera età.



