“È un 31 dicembre difficile ma, con la mia forza e la ricerca della verità, devo salvare tutti voi, popolo di amministrati”. Ad esprimersi così in un post pubblicato in data odierna su Facebook, è stata la cronista Francesca Della Valle già compagna dell’artista palermitano Lando Buzzanca deceduto domenica 18 dicembre al Policlinico Agostino Gemelli di Roma.
La Della Valle evidenzia:
- “ora parlo da giornalista… #basta … che non si infanghi più #landobuzzanca. Lando NON aveva una DEMENZA SENILE . NON c’è un certificato che lo attesti. Ho vissuto con Lando, so! È stata una vera e propria deportazione della legge 6/04 in linea con la famiglia, per interessi patrimoniali. Il CTU che condannò Lando ad un ADS, la motivò perché ottantenne e blando afasico (problema di linguaggio risolvibile con la logopedia). Ho le perizie;
- il CTU in questione è il responsabile medico della RSA in cui Lando è stato annientato e poi condotto alla morte, in un Hospice, perché lucido e quindi pericoloso. Non volevano tornasse a #casa, sarebbe emersa la sua #volontà;
- aveva un ADS non un tutore! Non fate diagnosi sulle calunnie di chi, deve infangare la sua memoria e giustificare l’ingiustificabile… il -progetto di #morte-. Era un uomo pubblico, ha lavorato sino all’ultimo momento, come può un demente fare l’attore? Il -Caso Buzzanca- è un caso #legale non più uno squallido -gossip becero-“.



