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I responsabili del Ministero della Salute hanno inviato l’11 maggio alle Regioni, alle autorità sanitarie nazionali competenti e agli USMAF – Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, la circolare “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica”

PER APPROFONDIRE

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I responsabili del Ministero della Salute hanno inviato l’11 maggio alle Regioni, alle autorità sanitarie nazionali competenti e agli USMAF – Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera, la circolare “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica”.

Quarantena fiduciaria per sei settimane in una stanza propria e con distanza di almeno due metri dai membri della famiglia, ma con la possibile uscire per preservare la salute mentale indossando una mascherina chirurgica ed evitando gli assembramenti. Divieto di utilizzo di mezzi di trasporto pubblico e voli.

Queste le misure a cui deve attenersi una persona considerata contatto a rischio di aver contratto l’hantavirus, ovvero che sia stato a meno di due metri per oltre 15 minuti con un caso confermato o probabile. A indicarlo è la circolare del ministero della salute dell’11 maggio che indica anche una classificazione basata sul livello di esposizione, indice della probabilità di un avvenuto contagio.

Il ‘caso sospetto’ è chiunque abbia condiviso o transitato su un mezzo di trasporto sul quale ci sia stato un caso confermato o probabile, o sia stato in contatto con un passeggero o membro dell’equipaggio della nave Hondius a partire dal 5 aprile. Per essere considerato tale deve presentare però anche almeno un sintomo come febbre acuta, dolori muscolari, astenia, brividi, mal di testa, vertigini, nausea, diarrea, tosse, respiro corto o dolore toracico.

Il ‘Caso probabile’ è la persona che presenta sintomi compatibili e un collegamento epidemiologico noto con un caso probabile o confermato di hantavirus.

Il ‘Caso confermato’ è solo quello con conferma di laboratorio mediante test PCR o sierologico. Il ‘non caso’, invece, è un caso sospetto o probabile che risulti negativo al tampone o test sierologico ma che deve ritestarsi qualora si sviluppino sintomi compatibili.

‘Contatto’ indica infine una persona che è stata esposta a un caso confermato o probabile di hantavirus durante il periodo di contagiosità del caso, attraverso l’esposizione a saliva, sangue o altri fluidi corporei, avvenuta ad esempio tramite condivisione del letto o attraverso una stretta prossimità, cioè la permanenza entro due metri per oltre 15 minuti.

Per approfondire
Circolare 11 maggio 2026 112138_1
Scheda Malattie da hantavirus
Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all’uomo dai roditori, selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie virali a livello globale.

Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori ma che possono occasionalmente essere trasmessi all’uomo. La trasmissione degli hantavirus all’uomo avviene tramite il contatto con urina, escrementi o saliva contaminati di roditori infetti o, meno frequentemente, tramite morsi di roditori.

Ad oggi, la trasmissione interumana è stata documentata solo per il virus Andes nelle Americhe e rimane rara.

L’infezione da hantavirus può causare una serie di malattie, tra cui patologie gravi anche fatali. Le malattie da hantavirus possono essere caratterizzate da coinvolgimento renale (nefrite) ed emorragie oppure da una sindrome polmonare.

Sebbene siano state identificate numerose specie del virus in tutto il mondo, solo un numero limitato è noto per causare malattie nell’uomo:

  • Gli hantavirus presenti in Nord, Centro e Sud America possono causare la sindrome polmonare da hantavirus (HCPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore. Il virus Andes appartiene a questa famiglia ed è noto per una possibile trasmissione limitata da persona a persona attraverso un contatto stretto e prolungato, principalmente documentata in Argentina e Cile.
  • Gli hantavirus presenti in Europa e in Asia possono causare febbre emorragica con sindrome renale (HFRS), che colpisce principalmente i reni e i vasi sanguigni. La trasmissione da persona a persona non è stata documentata in queste aree. La nefropatia epidemica (NE), è una forma lieve di HFRS osservata in Europa.

Anche se non esiste una cura specifica né un vaccino contro l’infezione da hantavirus, un’assistenza medica di supporto tempestiva è fondamentale per migliorare la sopravvivenza e si basa su un attento monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali.

La prevenzione si basa in gran parte sulla riduzione dei contatti tra le persone e i roditori infetti.

FAQ – Infezione da hantavirus (https://www.salute.gov.it/new/it/faq/infezione-da-hantavirus/).