Home Cronaca A Roma: soldi pubblici, per uno spettacolo fantasma

A Roma: soldi pubblici, per uno spettacolo fantasma

IL CASO, DI DIVO NERONE

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Su La 7 a “Non è l’Arena”, il programma condotto da Massimo Giletti, questa sera si è trattato il caso riguardante lo spettacolo (iniziato il 7 giugno scorso) estivo “Divo Nerone”, un’opera rock che ha visto l’allestimento di un mega palco (1.000 metri quadrati) sul Palatino a Roma. Il vicesindaco della capitale, Luca Bergamo nel corso di una intervista ha ribadito la propria posizione sostenendo che le autorizzazioni di competenza del Comune sono state rilasciate nei tempi dovuti, mentre altre le ha date il Ministero dei Beni Culturali.

Il kolossal, che è stato tale solo per il flop di pubblico, l’elevato costo dei biglietti e le enormi polemiche, fra l’altro ha fatto parlare di sè per la decisione dell’Ente locale di far effettuare dai vigili urbani svariati controlli, ad esempio su decibel e orari, dal momento che nelle vicinanze sorge anche un luogo religioso abitato da suore che sarebbero state disturbate. Ma come ha affermato uno dei responsabili della produzione (la Nero Divine Venture), hanno subito anche sanzioni per inquinamento luminoso.

La rappresentazione, ha avuto, anche strascichi giudiziari. Artisti e maestranze hanno ricevuto solo la corresponsione di due mensilità, la prima delle quali attraverso la cooperativa So.Vi.A., inizialmente operante nel settore delle pulizie e solo successivamente in quello dell’assistenza dei contratti nel mondo artistico.

Alcuni tra attori, acrobati, ballerini, cantanti e figuranti, a seguito dei ritardi nei pagamenti degli stipendi hanno deciso di rivolgersi ai legali Cristiana Massaro e Giacomo Ciammaglichella. Il regista Gino Landi, il direttore artistico Franco Migliacci e gli scenografi premi Oscar Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo si sono voluti affidare ad uno storico legale attivo nel campo in esame, ovvero, Giorgio Assumma. Mentre il compositore Luis Bacalov, nei mesi passati in alcune interviste ha specificato di non saper nulla circa il fatto che i suoi brani fossero utilizzati in “Divo Nerone”.