Giuseppe (Pippo) Trischitta, capogruppo di Forza Italia a Palazzo Zanca ed uno dei primi candidati a sindaco di Messina per le prossime elezioni di giugno, ha indetto per questa mattina alle ore 11 una conferenza stampa, con lo scopo di precisare la propria posizione in merito ad alcune vicende politiche cittadine sviluppatesi in questi giorni.
Durante l’incontro, Trischitta ha specificato che quando ha visto il disegno di Legge sulla sanità presentato dall’onorevole Luigi Genovese, sul Papardo, dopo una reazione immediata lo ha collegato alle voci sulla candidatura di Dino Bramanti a sindaco, appoggiata da una parte del centro-destra e dallo stesso ex deputato nazionale Francantonio Genovese.
L’avvocato, ne ha per tutti, iniziando da Elvira Amata, che non ritiene possa appartenere alla destra, dato che più volte ha cambiato Partito e nel 2013 abbracciava Renzi sul palco di piazza Duomo, in occasione della campagna elettorale di Felice Calabrò, ma anche verso Nino Germanà, protagonista pure lui di addii al sodalizio azzurro per scegliere in passato il centro-sinistra.
Afferma con insistenza l’esponente forzista: “dopo aver regalato l’Ospedale Piemonte all’Ircss e dopo che la Lorenzin gli ha concesso 91 milioni di €, ora candidiamo primo cittadino un suo direttore?”.
La sua, è una battaglia, per evitare che Messina sia messa sotto scacco da parte di gruppi di potere, portatori di interessi di varia natura e protagonisti di percorsi politici ondivaghi. Specifica di comprendere le motivazioni del voto dei cittadini quando questi decidono di votare i 5 Stelle dato che gli si offrono certi spettacoli. Il consigliere, sostiene, che da quì alla fine del mandato, contrasterà sia il d.d.l. presentato dal giovane Genovese, quanto la delibera cosiddetta “Salvacolline”.



