I carabinieri del Reparto operativo di Ancona, insieme ai colleghi di Teramo, questa mattina alle ore 6.30, hanno attuato una ordinanza di arresti, emessa dal pubblico ministero dottor Andrea Laurino nei riguardi di Giuseppe e Simone Santoleri, rispettivamente ex marito e figlio della pittrice Renata Rapposelli (64 anni di Chieti).
La donna, lo scorso 9 ottobre del 2017, scomparve misteriosamente nel nulla dopo essere giunta ad Ancona dalla sua casa di Giulianova, per andare a trovare il figlio, che le venne riferito stesse male. L’11 novembre 2017, il cadavere dell’artista, venne ritrovato in provincia di Macerata nei pressi del fiume Chienti. Dopo poco tempo, gli inquirenti indagarono gli unici due soggetti a lei vicini, per omicidio aggravato in concorso ed occultamento di cadavere.
La svolta, in queste ore, è arrivata grazie ad un filmato in possesso degli inquirenti. Nello stesso, si vede la Fiat 600 dei Santoleri che percorre la strada statale adriatica verso nord in direzione di Tolentino, un tragitto effettuato il 12 ottobre 2017 a distanza di tre giorni dal decesso della loro congiunta, che si ipotizza abbiano ucciso. Dalla autovettura, si vedono sporgere dei cartoni utilizzati per coprire il corpo, nascosto all’interno del bagagliaio, dal momento dell’omicidio fino al giorno in cui gli autori dell’efferato gesto decisero di liberarsi dei poveri resti della vittima. Il 6 ottobre Simone Santoleri, come hanno riscontrato gli investigatori ha effettuato una ricerca su Google, su come si “uccide una persona”.
Venerdì 2 marzo, gli odierni fermati, avrebbero tentato di far rottamare l’automobile, non riuscendovi essendo stati bloccati prima dalle forze dell’ordine, a quel punto insospettitesi maggiormente. Il fatto di sangue, si sarebbe verificato dopo le 17, dunque non risponderebbe al vero come ha sempre sostenuto Simone che la mamma si sarebbe intrattenuta solo pochi minuti per andarsene successivamente, in seguito ad un litigio.
L’avvocato Gianluca Carradori uno dei due difensori dei Santoleri, ha specificato: “siamo rimasti sorpresi, anche se un po’ ce l’aspettavamo che dopo tutti questi giorni potesse arrivare qualche tipo di misura cautelare. Comunque, leggendo anche la misura, non ci sono elementi tali da far presumere una ordinanza di custodia cautelare in carcere. Non ci sono elementi nuovi, diversi da quelli che già conosciamo. L’unico elemento nuovo, che ha un certo valore rispetto agli altri è quello che la macchina dei Santoleri è stata ripresa lungo S.S. 16”.
Il procuratore capo di Ancona, la dottoressa Elisabetta Melotti, oggi alle 11 in conferenza stampa ha affermato: “su richiesta di questa Procura, è stata eseguita ordinanza di custodia cautelare in carcere, a carico di due persone indagate per l’omicidio di Renata Rapposelli. Erano gli stessi indagati in precedenza, quindi è chiaro che sono l’ex marito e il figlio. Il fascicolo, viene trasmesso immediatamente alla Procura di Teramo competente in relazione al delitto più grave che è quello di omicidio volontario. Gli elementi indiziari, sono gravi, presunti e concordanti, perchè diverse telecamere hanno documentato il passaggio dell’auto degli indagati carica presumibilmente anche del cadavere della signora Rapposelli in data 12 ottobre 2017. Infatti, c’era una controversia giudiziaria in corso, tra la Rapposelli e l’ex marito, perchè la Rapposelli gli aveva chiesto gli arretrati dell’assegno di mantenimento di 200,00 € che era stato posto a suo carico. Il movente riguarda anche il figlio, perchè conviveva con l’ex marito e viveva appunto del reddito del padre…”.



