Stamani in Corte d’Appello a Messina, si è svolta una udienza del processo ‘Corsi d’oro 2′ sulla formazione professionale regionale relativo all’inchiesta che vede imputati, tra gli altri, l’ex parlamentare di Fi Francantonio Genovese.
La dottoressa Adriana Costabile sostituto procuratore generale, al termine di una lunga requisitoria ha chiesto pene più alte per 12 persone, rispetto alla condanna da questi subita in primo grado dove in 21 furono riconosciuti responsabili dei reati loro ascritti. La Costabile, ha previsto misure giudiziarie da 2 anni e 2 mesi a 12 anni chiesti per l’ex deputato nazionale Francantonio Genovese. La rappresentante della pubblica accusa, ha chiesto per lui e per gli altri presenti alla sbarra, di considerare anche l’ipotesi di reità di peculato.
Ecco nel dettaglio, le domande avanzate dalla responsabile della Procura Generale peloritana: “7 anni e 10 mesi (sei anni e sei mesi in primo grado) per Elio Sauta, 7 anni e sei mesi (sei anni e sei mesi in primo grado) per Elena Schirò, 4 anni e 4 mesi (3 anni e 6 mesi in primo grado) per Salvatore Natoli e Stefano Galletti, 4 anni (3 anni in primo grado) per Natale Lo Presti, 5 anni (4 anni e sei mesi in primo grado) per Graziella Feliciotto, 3 anni e 9 mesi (3 anni e 3 mesi in primo grado) per Carmelo Favazzo, 3 anni e 3 mesi (3 anni in primo grado) per Natale e Carmelo Capone, 3 anni e 2 mesi (2 anni e 2 mesi in primo grado) per Giuseppina Pozzi, 2 anni e 2 mesi (2 anni in primo grado)per Concetta Cannavò, infine la condanna anche per l’associazione a delinquere per Francesco Rinaldi (che in primo grado era stato assolto da questa accusa) e la condanna finale a 3 anni e sei mesi (2 anni e sei mesi in primo grado)”.
A carico dei restanti, si è prospettata la volontà di confermare la Sentenza di prime cure, a vario titolo si contestano: “associazione per delinquere, riciclaggio, truffa aggravata, frode fiscale. Sono tutti coinvolti negli scandali nati dalla formazione professionale regionale. Gli imputati, grazie a prestazioni simulate, affitti gonfiati, al noleggio delle attrezzature e alla pulizia dei locali in cui venivano tenuti i corsi, avrebbero ottenuto finanziamenti extra approvati dalla Regione che erogava propri fondi insieme a quelli statali ed europei. I costi sarebbero stati gonfiati fino al 600%”



