Home Cronaca A Messina: in 92 giorni, sono stati persi 92 posti di lavoro

A Messina: in 92 giorni, sono stati persi 92 posti di lavoro

QUESTA L'ANALISI DEI RAPPRESENTANTI SINDACALI DI CGIL, CISL E UIL, CHE SI SCHIERANO COMPATTI CONTRO IL SINDACO DE LUCA

925

Questa mattina, i sindacati Cgil, Cisl e Uil hanno tenuto una conferenza stampa congiunta nella sede della Confederazione generale italiana del lavoro di Messina, si sono mostrati uniti e contrari alle politiche attuate dal primo cittadino Cateno De Luca, senza nascondere che esiste la possibilità di vedere una prossima massiccia mobilitazione.

Il segretario del sindacato ospitante Giovanni Mastroeni ha affermato: “Messina esisteva prima di De Luca e starà molto meglio quando De Luca andrà via, non è una grande Santa Teresa. Non solo non si fanno politiche di sviluppo, ma si crea invidia tra chi il lavoro ce l’ha e chi non ce l’ha”.

In 92 giorni sono stati persi 92 posti di lavoro, uno al giorno: “sono i 44 autisti Atm interinali ai quali non è stato rinnovato il contratto, ci sono i 15 dell’ex Cea e oggi all’Amam, che lavoravano da 40 mesi e invece si è dato il servizio all’esterno. Sono i 30 della vigilanza venatoria, di competenza della Città metropolitana, la gara dei quali De Luca ha fermato. Ci sono i 3 lavoratori di Innovabic, il cui contratto di servizio col Comune è stato strappato”.

Ha continuato Mastroeni: “ce ne sono altri in bilico, 80 quelli del servizio mense, 50 persone del servizio pulizia del Comune. L’Atm è stata depotenziata, aveva dei debiti ma era una realtà che funzionava con un’offerta di servizio pubblico di qualità. Ed è stata smontata. Il 29 giugno in una delibera di intenti (che assolutamente non condividiamo) si diceva che Amam e Atm dovevano essere messe assieme in una multiservizi, cosa giuridicamente impossibile. Dove vuole andare a parare?”.

Infine la sua considerazione finale: “rappresenta il 24% dei messinesi, e sta dimostrando che il 76% ha fatto bene a non votarlo”.

Tonino Genovese (segretario della Cisl), ha sottolineato: “sappiamo che le condizioni del Comune non sono rosee, lo abbiamo fatto sapere alle precedenti amministrazioni. Non si può mantenere lo status quo. Se mette in campo azioni che influiscono sul lavoro, che è materia di sindacato, forse il confronto non andava fatto il primo ottobre, ma prima”.

Genovese poi, si è soffermato sui Servizi Sociali evidenziando: “lo abbiamo denunciato che l’offerta è incoerente con i bisogni della Città, ma non è vero che la maggior parte dei fondi per i Servizi vengono dal bilancio comunale, anzi, razionalizzando e intercettando fondi si possono mantenere gli attuali livelli occupazionali”.

Ivan Tripodi della Uil, ha concluso: “ha un concetto della democrazia molto intermittente. In questi tre mesi, a parte annunci su Facebook e quotidiane provocazioni non abbiamo visto molto. De Luca sta dividendo la Città, ma la luna di miele sta finendo. Siamo chiari, non ci piacciono le sue politiche, si è convinto che puo’ fare tutto da solo. Invece è necessario ragionare nel merito e capire che modello di Città ha. Sulla sanità che idee ha? E sull’Autorità portuale? E sui Patti per Messina, e sul Masterplan? Non puo’ dire che è sempre colpa degli altri. In tre mesi vi è un deficit di democrazia. In tre mesi non ho mai sentito parlare di legalità e di lotta alla mafia”.

Prima di chiudere, un nuovo affondo di Mastroeni che non le ha mandate a dire: “De Luca ha massacrato il trasporto pubblico, è il peggiore sindaco nella storia democratica di Messina”.